Diniego della Cava Iuliano: Caserta chiude la porta al cambio di destinazione d’uso tra vincoli idrogeologici e pianificazione
Caserta, 5 novembre 2026 – La Provincia ha negato il mutamento della destinazione d’uso dei terreni interessati dal progetto di dismissione, recupero e riuso della Cava Iuliano, situata nella frazione di San Clemente, in località Monte. La decisione, firmata dal dirigente del Settore Ambiente ed Ecologia, chiude l’istruttoria sull’obbligo di vincolo idrogeologico e dispone l’invio degli atti alla Regione Campania nell’ambito dell’iter avviato dalla società Iuliano S.r.l. L’esito del provvedimento è tecnicamente motivato ma fin da subito diventa terreno di confronto politico in vista delle elezioni comunali della prossima primavera.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’analisi della pratica evidenzia che l’area ricade in zona R4, classificazione del Piano di Assetto Idrogeologico che identifica un rischio di frana molto elevato. L’istruttoria segnala inoltre che il progetto di recupero non interesserebbe l’intero fronte della cava, lasciando aperte potenziali criticità sul piano della sicurezza idrogeologica. Una lettura tecnica che, secondo il documento, non garantirebbe piena stabilità al fronte interessato dall’intervento, con effetti che trascendono i confini del cantiere.
Un ulteriore capitolo di contestazione riguarda la compatibilità con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP). L’area è inserita tra i cosiddetti “Territori negati con potenzialità ambientale”: l’articolo 77 delle norme tecniche prevede esclusivamente interventi di recupero o restauro ambientale, escludendo destinazioni d’uso urbane o produttive. È proprio questa mancanza di coerenza con lo strumento di pianificazione, unita al vincolo di rischio idrogeologico, a determinare il diniego espresso dalla Provincia.
La vicenda ha già acceso le polemiche cittadine e si presta a una versione politica auspicata in vista delle elezioni comunali. Il movimento Caserta Decide ha annunciato una manifestazione davanti alla sede della Provincia per il 18 novembre, auspicando di contestare non soltanto il percorso amministrativo ma anche la logica che ha accompagnato la proposta di riutilizzo della cava.
Il presidente della Provincia, Anacleto Colombiano, ha difeso la scelta dell’ente descrivendola come una decisione “strettamente tecnica”. «Il provvedimento conferma che non sussistevano i presupposti per rilasciare l’autorizzazione, innanzitutto per la non aderenza del progetto al nostro Piano territoriale di coordinamento provinciale», ha dichiarato. Colombiano ha poi invitato a non strumentalizzare l’esito: «Si è voluto trasformare un procedimento tecnico in una vicenda politica, trascinando la Provincia nella campagna elettorale in corso per il capoluogo». E ha chiuso enfatizzando l’impegno dell’Amministrazione: «La tutela dell’ambiente è una priorità concreta di questa Amministrazione».
La scelta della Provincia arriva in un contesto già segnato da tensioni tra tutela ambientale e assetti urbanistici, con l’Amministrazione che sottolinea l’importanza di allineare ogni intervento agli strumenti di governo del territorio. Il provvedimento, ora, resta nelle mani della Regione Campania, che dovrà valutarne la corrispondenza con le linee guida regionali e con l’iter autorizzativo della società promotrice. Nel frattempo, resta da chiarire quale sarà la linea che adotterà il futuro dell’area e se eventuali alternative di riuso possano conciliarsi con le esigenze di sicurezza e di protezione ambientale del territorio di Caserta.
