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Napoli Poggioreale: Lezione su Dante per i detenuti accende nuove prospettive di riabilitazione

Napoli Poggioreale: Lezione su Dante per i detenuti accende nuove prospettive di riabilitazione

Tra Poggioreale e Dante, il carcere si trasforma in aula: una lezione sull’Inferno tenuta dal rettore dell’Università di Napoli Federico II, Andrea Mazzucchi, ai detenuti coinvolti nel progetto Valiamo la pena, promosso dal Polo Universitario Penitenziario (PUP). L’incontro nasce dall’idea di coniugare cultura, riflessione etica e percorsi di risocializzazione all’interno del Centro Penitenziario “Giuseppe Salvia”.

Il percorso didattico proposto ha intrecciato immagini e testo: illustrazioni medievali insieme a tavole realizzate nel 2021 da Ciop&Kaf, offrendo chiavi di lettura su responsabilità individuali, giustizia, colpa e la possibilità di cambiare. Il pubblico in aula ha seguito con attenzione, ponendo domande non soltanto sul testo della Commedia, ma anche su temi più generali legati al percorso rieducativo.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’esperienza è stata descritta come un momento di straordinaria intensità umana e culturale: i versi danteschi hanno spinto i partecipanti a confrontarsi con la propria idea di libertà, oltrepassando la mera trasmissione di contenuti letterari. L’Ateneo vede nell’insegnamento in carcere una componente della missione pubblica: il diritto allo studio e alla cultura non è una concessione, ma una strategia di sviluppo personale che resta valida a prescindere dal contesto.

La concretezza del progetto è misurabile nei numeri: il Polo Universitario Penitenziario di Federico II ha sede al Centro Mandato di Secondigliano ed è attualmente strutturato per offrire 11 corsi di laurea triennali e 2 magistrali, con una popolazione studentesca che si aggira attorno alle 100 unità e circa una decina di laureati. Le lezioni si svolgono in presenza: ogni semestre circa 70 docenti entrano nelle strutture penitenziarie per garantire l’equivalenza tra la laurea conseguita all’interno e quella rilasciata dall’Ateneo.

La gestione del progetto è descritta come una sinergia sostanziale tra l’Amministrazione Penitenziaria e l’Università: una narrazione della pena orientata a percorsi riabilitativi e a potenziali ricadute sociali positive. In questo contesto, la direttrice della Casa Circondariale “G. Salvia” di Poggioreale, Giulia Russo, insieme alla coordinatrice del PUP Marella Santangelo, hanno sottolineato come l’iniziativa dimostri concretamente che carcere e università possono convivere in una logica di cultura ed emozione, offrendo una lettura costruttiva del cammino rieducativo previsto dalla Costituzione.

Il progetto ha una cornice giuridico-organizzativa definita dal protocollo d’intesa siglato nel dicembre 2018 tra il PUP Federico II e il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Campania, estendendosi anche agli studenti degli altri istituti regionali. Un elemento che sembra fondamentale per dare continuità alle opportunità di formazione dentro le carceri campane e per costruire una vera e propria rete di istruzione penitenziaria.

Questo fronte di intervento, che esce dall’aula e si consegna alle mura, racconta una possibile via di riabilitazione attraverso la cultura e lo studio. Se da una parte resta la necessità di vigilare sui limiti e sulle riserve tipiche del contesto penitenziario, dall’altra emerge un modello di collaborazione robusto tra università e sistema penitenziario: una prospettiva concreta di cambiamento che guarda alle persone dentro e fuori le sbarre come a un unico percorso di crescita.

Fonte: cronachedellacampania.it

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