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Napoli, zone di vigilanza rafforzata: oltre 426mila controlli e 221 allontanamenti per restituire gli spazi pubblici

Napoli, zone di vigilanza rafforzata: oltre 426mila controlli e 221 allontanamenti per restituire gli spazi pubblici

Napoli mette in campo una strategia di sicurezza urbana che nasce per restituire civiltà e vivibilità agli spazi pubblici. Le zone a vigilanza rafforzata, introdotte con ordinanze ai sensi dell’articolo 2 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, mostrano numeri significativi in meno di due anni di applicazione: un modello di lavoro quotidiano per la prevenzione e il contrasto di comportamenti che compromettono la convivenza.

Nel capoluogo campano l’attività di controllo ha superato quota 426mila persone identificate dall’avvio delle misure, accompagnata da 221 ordini di allontanamento emessi in previsione di ridurre le situazioni di pericolo e di disturbo. Se si guarda ai dati completi, 378.347 individui sono stati controllati direttamente nel capoluogo, con 193 provvedimenti di allontanamento adottati per diverse fattispecie di reato, tra cui stupefacenti, violenza e reati contro il patrimonio. Nella provincia, dove il dispositivo è stato esteso alle realtà considerabili a maggiore rischio, sono stati controllati 48.161 soggetti e ne sono stati emessi 28 di allontanamento. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la portata del dispositivo sembra dunque capace di estendersi in funzione della percezione di criticità sul territorio.

Le zone interessate a Napoli – spiegano gli enti territoriali – includono aree densamente frequentate e simboliche per la vita cittadina: Coroglio-Bagnoli, Mergellina, Porta Capuana, Piazza Bellini-Dante, Barra, Porta Nolana, Rione Sanità, Chiaia e l’area dello Stadio Maradona. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato contenere la “movida selvaggia” e i comportamenti di degrado che si riflettono sul decoro urbano; dall’altro restituire agli abitanti e ai visitatori spazi pubblici dove è più semplice conservare ordine e sicurezza. Il meccanismo consente, tra l’altro, l’applicazione di misure di allontanamento e divieti di stazionamento nei confronti di soggetti molesti o dediti all’illegalità, creando così una gestione più strutturata del territorio.

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha definito questo modello come una risposta di sicurezza urbana “flessibile e mirata”, descrivendo la vigilanza rafforzata come uno strumento operativo capace di modulare l’intervento delle Forze dell’ordine in base alle specifiche dinamiche dei quartieri interessati. Si tratta di un sistema che, pur basandosi su misure che riguardano l’ordine pubblico, mira soprattutto a favorire la fruibilità degli spazi comuni, riducendo al contempo i rischi legati a forme di illegalità diffuse. Le cosiddette zone rosse consentono infatti di intervenire prontamente quando si manifestano fenomeni di disturbo o contesti che possono degenerare, senza etichettare automaticamente chiunque sia stato soggetto a misure preventive.

A chi chiede una lettura di prospettiva, la Prefettura risponde con una cornice chiara: il monitoraggio non è una “gestione permanente” di emergenze, ma una verifica continua della efficacia del modello urbano di prevenzione, applicabile anche a ulteriori tessuti del territorio se necessario. Il ringraziamento alle forze dell’ordine – Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizie Locali e Polizia Metropolitana – è espresso come riconoscimento del lavoro quotidiano e della capacità di coordinamento tra enti, una sinergia che permette di estendere progressivamente il raggio d’azione qualora emergano nuove aree sensibili.

In chiusura, la Prefettura garantisce che il dispositivo sarà costantemente monitorato per valutare eventuali estensioni, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e rafforzare un sistema integrato di sicurezza che si adatti alle esigenze reali della città. Il messaggio è chiaro: sicurezza non è solo repressione, ma una governance capace di restituire ai cittadini la libertà di muoversi, socializzare e vivere gli spazi urbani in condizioni di maggiore tranquillità.

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