Una rete di trapianti in movimento, capace di superare i confini tra ospedali della Campania: è l’Ecmo Team dell’Ospedale Monaldi di Napoli, una squadra altamente specializzata pronta a raggiungere le strutture regionali per rendere possibile la donazione a cuore fermo (DCD), anche quando il contesto clinico richiede supporto extracorporeo.
L’esempio più recente arriva dal Ruggi di Salerno, dove una procedura di donazione a cuore fermo ha consentito il prelievo di fegato. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’intervento è stato reso possibile dall’apporto dell’Ecmo Team e dal peculiare sistema di circolazione extracorporea che permette di mantenere l’organo ossigenato durante la manovra, valutandone la funzionalità prima del prelievo.
La sua peculiarità è proprio questa capacità di muoversi tra le strutture sanitarie in funzione di opportunità di donazione, affiancando i professionisti locali in tutte le fasi dell’intervento. Un modello operativo che amplia le opportunità di donazione e, di riflesso, le possibilità di trapianto, sfruttando le sinergie tra reparti e tecnologie all’avanguardia.
Il coordinatore del Centro Regionale Trapianti, Pierino Di Silverio, spiega che la donazione a cuore fermo rappresenta uno degli obiettivi principali per lo sviluppo della rete trapiantologica regionale: l’impegno è di trasformare ogni potenziale donazione in una concreta occasione di trapianto, se le condizioni cliniche e organizzative lo permettono. A ciò si aggiunge il valore di una rete capace di mettere insieme competenze, tecnologie e professionalità, superando i confini tra singole strutture ospedaliere.
Questa logica di collaborazione non è mere formalità: è la leva principale per rafforzare l’intero sistema, offrendo agli ospedali campani un’équipe pronta a intervenire dove serve. L’obiettivo è aumentare le opportunità di donazione e di trapianto in regione, facendo leva su una rete che mette in comune risorse e know-how e che, nel frattempo, consolida un modello di servizio in grado di raggiungere i centri meno vicini tra loro.
In questo quadro, la Campania continua a progredire nel percorso delle donazioni a cuore fermo, con una visione di medio e lungo periodo che privilegia la continuità operativa, la training delle equipe e la standardizzazione di procedure che permettano di avere sempre un partner affidabile al servizio degli ospedali della regione. Un’immagine di sistema che guarda non a singole nuove operazioni, ma a una capacità sostenuta di offrire opportunità di salvataggio per chi è in lista d’attesa.
