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Cronaca

Olivola, Benevento: Pasquale Laviano assolto con formula piena nel processo sull’incendio di rifiuti non pericolosi

Olivola, Benevento: Pasquale Laviano assolto con formula piena nel processo sull’incendio di rifiuti non pericolosi

Olivola, Benevento: assoluzione piena per incendio di rifiuti; la sentenza chiude un lungo iter giudiziario

Il Tribunale di Benevento ha assolto Pasquale Laviano, 47 anni, residente in contrada Olivola, al termine dell’udienza preliminare: secondo la motivazione del giudice, il fatto non sussiste in relazione all’incendio di due cumuli di rifiuti speciali non pericolosi verificatosi il 26 marzo 2025 in località Olivola, nel territorio beneventano. La sentenza è stata pronunciata nel corso del procedimento iniziato lo scorso anno e chiude una vicenda che aveva tenuto sotto pressione l’area interessata.

La contestazione sollevata dall’accusa riguardava l’impatto ambientale di una combustione che coinvolgeva circa 20 metri cubi di materiale di risulta proveniente da mobili in disuso, laminati e scarti di falegnameria, successivamente sequestrati. Laviano è stato difeso dall’avvocato Gerardo Giorgione del Foro di Benevento, che ha sostenuto l’interpretazione giuridica ritenuta dal giudice come sufficiente a scagionare l’imputato. La decisione del GUP ha quindi respinto ogni addebito di natura penale relativo all’episodio.

La linea difensiva aveva puntato sull’assenza di elementi probatori sufficienti per attribuire a Laviano la responsabilità dell’evento incendiario, enfatizzando in particolare la mancanza di una matrice criminosa chiara o di correlazioni dirette tra l’indagato e l’atto incendiario contestato. Il collegio giudicante ha accolto queste argomentazioni, chiudendo il procedimento penale con un’assoluzione piena. Il quadro appena delineato consente di leggere la vicenda non come una conferma di reato, ma come un caso in cui la ricostruzione processuale non ha trovato riscontri concreti per una condanna.

Come emerge dalla ricostruzione pubblicata da www.cronachedellacampania.it, la cautela della magistratura in fasi iniziali ha trovato conferma in una sentenza che presuppone la non dimostrabilità dell’addebito, evitando di attribuire responsabilità senza prove definitive. La decisione, dunque, non solo libera Laviano da ogni obbligo penalmente rilevante, ma segna anche una chiara presa di posizione sul peso probatorio richiesto dai tribunali quando si tratta di episodi di gestione di rifiuti e incendi in contesti abitati.

Dal punto di vista pratico, la chiusura del dibattimento rappresenta la fine di un percorso giudiziario che ha attratto attenzioni locali e ha posto l’accento sulle dinamiche di controllo ambientale nella zona. Rimane ora, per il territorio, la lezione di quel che è stato discusso in aula: senza prove solide, l’ipotesi di reato non può essere confermata, a tutela della presunzione di innocenza e della correttezza procedurale.

La vicenda di Olivola si inscrive, più in generale, nel più ampio contesto della gestione dei rifiuti e della necessità di strumenti efficaci per prevenire incendi illegali. L’assoluzione di Laviano non anticipa novità normative, ma alimenta il dibattito su come bilanciare repressione e garanzie processuali in situazioni delicate per la salute pubblica e l’ambiente. Con la chiusura del caso, resta aperta la riflessione sul ruolo delle verifiche ambientali e sull’esiguità di elementi probatori in procedimenti penali dove l’equilibrio tra responsabilità e innocenza deve restare centrale.

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