Sistema Sorrento: Coppola ai domiciliari, tra nuove tappe dell’indagine e una seconda tranche processuale
Massimo Coppola, ex sindaco di Sorrento, torna a casa agli arresti domiciliari dopo un anno e cinque mesi di custodia cautelare. L’allentamento della misura detentiva giunge in un momento di grande activity giudiziaria legata al cosiddetto “Sistema Sorrento”, con more di indagini che proseguono parallelamente a diversi procedimenti.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la detenzione iniziale fu intrecciata a una presunta ricompensa legata all’appalto del servizio di refezione scolastica affidato alla cooperativa Prisma. Sarebbe stata una tranche della stessa rete corruttiva a far emergere agli inquirenti l’episodio della cosiddetta “mazzetta” trovata in tasca all’allora sindaco, coinvolgendo anche un collaboratore, Francesco Di Maio, e portando al fermo all’uscita di un ristorante della costiera nel maggio 2025. L’inchiesta si muove dunque su due versanti: da una parte le gare per la promozione del brand turistico del territorio, dall’altra la gestione di procedure di affidamento legate alla refezione scolastica post-pandemia.
La cornice istruttoria resta ampia e complessa: a Torre Annunziata si sta discutendo il secondo filone d’inchiesta, con Coppola, Guida (l’ex braccio destro dell’ex primo cittadino) e altri tredici indagati tra imprenditori e funzionari pubblici. Le accuse riguardano, a vario titolo, reati contro la pubblica amministrazione quali corruzione e turbata libertà degli incanti. L’obiettivo della magistratura è chiarire dinamiche di gara e appalti utili a rilanciare l’offerta turistica di Sorrento, in un contesto ancora segnato dalla ripresa post-pandemia.
Sul piano processuale, una seconda linea di istruttoria è prevista con rito abbreviato per Coppola e Guida. In una prima versione dell’accordo con l’accusa, i due avrebbero accettato una pena di cinque anni di reclusione e la restituzione di circa 205.000 euro, somma ritenuta provento di tangenti, finalizzata a chiudere dieci imputazioni di corruzione, tre di turbativa d’asta, due di induzione indebita e un’ipotesi di peculato legata a distrazioni di fondi dall’associazione La Fenice. Tuttavia, il gup Maria Ausilia Sabatino ha rigettato formalmente tale concordato. Il procedimento proseguirà per giungere a una sentenza di primo grado già nei primi giorni di dicembre.
La complessità del quadro resta evidente: le prospettive di approfondimento, le modalità delle gare e i rapporti tra pubblico e privato nella gestione della promozione territoriale continuano a essere oggetto di attenzione da parte degli inquirenti. E mentre Coppola lascia la detenzione, la magistratura continua a verificare gli elementi a disposizione, senza anticipare responsabilità definitive. Le settimane che verranno dovrebbero fornire nuove indicazioni sui passaggi successivi e sulle prospettive di definizione del dibattimento.
Secondo le informazioni disponibili e riportate da cronachedellacampania.it, l’indagine resta marcata da molteplici ambiti di indagine e da una pluralità di protagonisti, segno di una vicenda che va ben oltre un singolo episodio. Il contesto geografico resta centrale: Sorrento, con i suoi arresti e le sue procedure di gara, è al centro di una narrazione giudiziaria che tiene alta l’attenzione sull’uso di fondi pubblici in un momento cruciale per la ripartenza economica e turistica della penisola.
Fonte originaria: www.cronachedellacampania.it
