Spaccio nell’hinterland di Avellino: tre indagati con obbligo di dimora e interdizione notturna
Tre provvedimenti cautelari mirati a interrompere una fitta rete di spaccio alle porte di Avellino sono stati eseguiti dai finanzieri del Comando Provinciale. Ai tre indagati è stato imposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza e il divieto di uscire di casa nelle ore notturne, dalle 19 alle 7. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Le indagini, condotte dal Nucleo Mobile del Gruppo di Avellino, hanno messo in luce un mercato illecito radicato nell’area limitrofa al capoluogo irpino. Pedinamenti, intercettazioni e riscontri diretti sugli acquirenti hanno consentito agli investigatori di ricostruire il modello operativo dei presunti pusher, tra cui figurano due fratelli, entrambi con precedenti specifici.
Per eludere i controlli telefonici, gli indagati utilizzavano un gergo criptico: le dosi di sostanze stupefacenti venivano ordinate e concordate parlando tranquillamente di “melanzane”. Un elemento ricorrente nelle indagini, che ha consentito ai militari di decodificare una parte significativa della rete e di legare i singoli episodi alle operazioni di scambio.
Il punto di svolta delle indagini risale al febbraio del 2025, quando i finanzieri, affiancati da un’unità cinofila della Compagnia di Capodichino con il pastore antidroga Lyan, hanno eseguito una serie di controlli e sequestri nei confronti di consumatori della zona. L’operazione ha portato alla perquisizione dell’area adiacente all’abitazione dei due fratelli ad Aiello del Sabato.
Durante l’ispezione, il cane antidroga ha guidato gli investigatori su un deposito clandestino ricavato tra una botola nel terreno e un’automobile abbandonata. All’interno sono stati rinvenuti circa 350 grammi di cocaina, 19 panetti di hashish per un peso complessivo di due chilogrammi, 650 grammi di marijuana suddivisi in due borse e vario materiale per il dosaggio e il confezionamento. L’esito del ritrovamento ha determinato l’arresto in flagranza dei fratelli; uno di loro è attualmente detenuto in carcere.
L’odierno provvedimento conferma gli elementi raccolti dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza per contrastare i proventi illeciti delle organizzazioni criminali presenti sull’area irpina. Nella fase delle indagini preliminari, continuano a valere la presunzione di innocenza e il principio secondo cui le accuse restano provvisorie fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Nel complesso, l’inchiesta well illustrate dalla dinamica del “melanzane” — codifica interna al mercato nero — e dall’individuazione di un deposito interrato segnano un ulteriore passo nell’azione di contrasto al traffico di droga nell’area di Avellino e dei comuni vicini. Le indagini proseguono per accertare l’entità della rete, i ruoli all’interno dell’organizzazione e i possibili collegamenti con altre cellule del territorio, con particolare attenzione ai possibili risvolti economici e logistici delle attività illecite.
