Pianura, Napoli – all’alba di oggi la polizia ha eseguito 28 ordinanze di custodia cautelare, materializzando una nuova fase della guerra tra clan in periferia occidentale della città. L’operazione, condotta da Squadra Mobile e Commissariato Pianura con la responsabilità della DDA, mette a fuoco una rete criminale che opera come una vera e propria impresa del controllo delle piazze di spaccio. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it,
La mappa della paura è tracciata attorno a tre gruppi: i discendenti della storica famiglia Lago, il gruppo Musto e, al centro della mutazione, il clan Perfetto. Quest’ultimo viene descritto dagli inquirenti come l’evoluzione di continuità con i vecchi Marfella, una riconfigurazione del potere che ha preso piede in Pianura a seguito di eventi che hanno cambiato gli equilibri interni al quartiere. La svolta decisiva, spiegano le indagini, risale al novembre 2024, quando una deflagrazione distrusse l’abitazione di Antonio Lago; da quel momento la dinamica criminale ha accelerato, alimentata anche dalla riorganizzazione del vertice dei Perfetto.
Il motore economico della nuova Camorra di Pianura è stato descritto come una macchina capace di generare introiti imponenti: tra le piazze di spaccio attive 24 ore su 24, con turni codificati, si stima una somma vicina ai 50 mila euro al giorno. Estorsioni, quote imposte per reati minori e un meccanismo di “welfare mafioso” che prevede pagamenti periodici alle famiglie dei detenuti rafforzano una rete capace di sopravvivere alle pressioni delle forze dell’ordine. Le indagini hanno evidenziato una gestione orizzontale e imprenditoriale del territorio, in grado di resistere alle fasi di repressione.
In questo scenario, un episodio emblema riassume la brutalità della nuova narrativa criminale. Un gestore di una piazza di spaccio che aveva osato non riconoscere l’egemonia del clan Perfetto è stato sequestrato in un bunker sotterraneo. Isolato dal mondo, con una pistola puntata e una camera di scoppio pronta, gli è stato imposto un aut aut: riconoscere la supremazia del clan o affrontare la morte. È la fotografia di una camorra che non tollera zone d’ombra e che fa ricorso al terrore come leva di potere.
Dal 2025 sono stati registrati 13 episodi di violenza mirata, definiti come “stese” dai helda di polizia: raid motorati e colpi sparati per segnare il controllo del territorio o punire dissidenti. Tra le vittime innocenti, una drammatica storia tocca da vicino i residenti: lo scorso 10 ottobre un cittadino peruviano di 59 anni, incensurato e completamente estraneo agli ambienti malavitosi, è stato colpito da una pallottola vagante mentre aspettava l’autobus per recarsi al lavoro, perdendo un occhio e la serenità di una giornata qualsiasi. Un testimone della distanza tra interessi criminali e vita civile.
La raffica di arresti al fascio di luce delle indagini non è riuscita a cancellare l’impronta di un tessuto criminale che, secondo le autorità, resta resiliente e capace di rigenerarsi anche in condizioni estreme. Il blitz all’alba ha decapitato una parte della rete, ma gli investigatori avvertono: restano in corso accertamenti su contorni, responsabilità e possibili sviluppi futuri. L’obiettivo resta chiaro per la procura: impedire che la macchina delle estorsioni e delle piazze di spaccio torni a macinare profitto e terrore.
In questa fotografia, Pianura appare come un territorio al centro di una contesa che non è soltanto tra bande, ma tra modelli di gestione del territorio, tra vecchie appartenenze e nuove leadership. Uno sforzo dello Stato per restituire al quartiere la possibilità di camminare senza timore, mantenendo però alta l’attenzione su sviluppi che continueranno a richiedere verifiche e possibilità di ulteriori provvedimenti. Le indagini proseguono, e quello che emerge è una storia di potere, denaro e violenza che la cronaca continua a raccontare senza sconti.
