Napoli Pianura cambia faccia: al timone della camorra una leadership giovane e spietata, capace di imporre la propria legge su un intero quadrante della periferia ovest della città. A guidarla è Mattia Perfetto, alias “o piccirill”, 24 anni, considerato il nuovo fronte dominante di un’organizzazione che non conosce pause né mediazioni.
Secondo l’inchiesta coordinata dalla Procura distrettuale di Napoli, guidata dal procuratore aggiunto Sergio Amato e sviluppata sul campo dalla Squadra Mobile diretta da Mario Grassia, l’indagine ha restituito una fotografia chiara di una mutazione genetica della criminalità organizzata. L’ordinanza firmata dal gip Rosaria Dello Stritto, lunga quasi 600 pagine, racconta come il clan Perfetto abbia sottratto spazio ai vecchi protagonisti delle faide storiche, Lago ed Esposito, per creare un nuovo polo di potere capace di tutto, anche di sfidare il vuoto lasciato da decadenze e pentimenti.
La fortezza del potere si trova in un luogo reale, non in un nascondiglio remoto: via Torricelli 352, al piano terra di un palazzo blindato. Non è una tana sospesa nel tempo, ma un “bunker urbano” dove la macchina dello spaccio è attiva 24 ore su 24: cocaina, crack, marijuana e hashish scorrono in un flusso continuo, orchestrato da una rete di pusher impiegati in turni di otto ore. In sostanza, un’impresa criminale capace di fruttare circa 50mila euro al mese per ogni piazza di spaccio. A tradurre in azione la volontà del capo è il braccio destro, Mario Fiscarelli, detto Mellone, figura che dirige sia la gestione della piazza sia i reparti operativi incaricati di ristabilire l’ordine della cosca sul territorio.
La supremazia non ammette repliche: chi prova a mettere bocca nell’egemonia dei Perfetto è convocato in luoghi isolati, costretto a inchinarsi con la pistola puntata e costretto all’obbedienza o a pagare con la vita. Le cosiddette “stese” — raid con colpi in aria o contro edifici e veicoli dei rivali — sono divenute frequenti, testimoni di una potenza capace di proiettare terrore sull’intero quartiere. Solo dall’inizio dell’anno sono state registrate quindici di queste azioni, tra le quali una avvenuta il 15 ottobre ha cambiato per sempre la vita di un passante, colpito da un proiettile vagante e reso cieco dall’occhio sinistro.
La rete non si limita al controllo del territorio e agli affari illegali: le estorsioni hanno toccato anche attività commerciali, con meccanismi di punizione e costante pressione per il pagamento del pizzo. Chi si ribella viene convocato da Perfetto per una resa senza condizioni: l’ordine è chiaro, e la risposta è immediata. Le indagini hanno inoltre trovato una sponda insolita nel timore diffuso tra gli abitanti, che hanno contribuito a disegnare l’organigramma della cosca e a fornire elementi utili agli inquirenti. In questa cornice di inquietudine, è arrivata una lettera anonima recapitata sul tavolo del procuratore Nicola Gratteri: una missiva dal contenuto lucido nonostante la grafia incerta, che indica via Torricelli come centro pulsante dello spaccio e segnala Perfetto e Mellone tra i protagonisti principali. Un dettaglio che ha contribuito a rafforzare la lettura di una struttura criminale fortemente radicata sul territorio, pronta a reagire a ogni tentativo di frenamento dello Stato.
Il blitz di questa settimana, con l’esecuzione di 28 misure cautelari (a fronte delle 40 richieste avanzate dalla pubblica accusa), rappresenta una risposta decisa dello Stato a una camorra sempre più giovane, armata e determinata a imprimere la propria marca. L’operazione è frutto di una ricostruzione accurata dell’indagine condotta dalla Procura distrettuale, e conferma la transizione da clan longevi a una nuova generazione di protagonisti, disposta a governare a colpi di terrore, violenza e spregiudicatezza.
Al di là dei numeri e delle singole posizioni, resta da chiarire l’evoluzione del quadro: resta da verificare quanto questa nuova gerarchia riuscirà a consolidarsi nel tempo e quali mutamenti potrà comportare per la sicurezza di Pianura e dei quartieri limitrofi. Per ora, la risposta dello Stato è stata pronta e decisa, ma come spesso accade nel contesto napoletano, le dinamiche del crimine restano complesse e la fase investigativa è ancora in corso.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la complessità della rete Perfetto non è solo una questione di numeri o di territorio, ma una trasformazione che impone nuove riflessioni su come la criminalità organizzata si evolve per mantenere salda la propria presa su periferie storicamente segnate dalla presenza della camorra. E ora, con l’indagine ancora aperta, l’attenzione resta alta su ciò che accadrà nei prossimi mesi, quando l’ordinanza e le misure cautelari potrebbero aprire nuove piste e chiarire altri passaggi di una storia che, in questo scorcio di 2026, segna una pagina decisiva della cronaca giudiziaria napoletana.
