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Ciorani a Mercato San Severino celebra San Gerardo Maiella: patrimonio redentorista e tricentenario

Ciorani a Mercato San Severino celebra San Gerardo Maiella: patrimonio redentorista e tricentenario

Mercato San Severino celebra il tricentenario di San Gerardo Maiella con un programma di diciotto giorni che intreccia fede, cultura e memoria storica della Congregazione del Santissimo Redentore, valorizzando uno dei luoghi chiave della tradizione redentorista in Campania e offrendo al pubblico una lettura diversa della sua eredità.

Il cartellone, ancora in definizione, è pensato per raccontare la figura del santo attraverso linguaggi differenti: musica sacra, incontri di studio e spettacoli che restituiscono al territorio la memoria di una presenza religiosa capillare. In questo senso, l’iniziativa si propone non solo come festa religiosa, ma come occasione per restituire “vivo” un patrimonio fatto di congregazioni, tesori architettonici e testimonianze di una tradizione ancora attuale. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it,

Tra gli appuntamenti di rilievo figura il concerto di Gen Rosso, formazione internazionale nota per cimentarsi con temi di solidarietà, pace e integrazione. L’esibizione prevista offre una lettura musicale capace di coniugare spiritualità e mestiere della scena, puntando a coinvolgere pubblico giovane e adulte generazioni.

Un convegno intitolato “S. Gerardo, famiglia e vita” approfondisce la figura del santo non solo come protettore della maternità, ma anche come figura inserita in una cornice di testimonianze familiari, sociali e spirituali. Studiosi, teologi e storici partecipano a un dibattito che cerca di contestualizzare l’eredità di San Gerardo nel tessuto della vita quotidiana e della comunità.

Non mancherà neppure la dimensione teatrale: sul palco del tricentenario arriva la rilettura scenica de L’innocenza riconosciuta, spettacolo storico-rituale che ripropone, in chiave contemporanea, la vicenda del santo di fronte all’accusa di calunnia e al weighed riconoscimento della sua innocenza. L’operazione teatrale è pensata per offrire una chiave narrativa accessibile a chi si avvicina a questi temi per la prima volta.

Le visite guidate alla Casa Madre della Congregazione del Santissimo Redentore, a Ciorani, completeranno l’offerta culturale, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare ambienti concreti dove la comunità redentorista ha intrecciato studio, missione e vita comunitaria. Il complesso conserva testimonianze di rilievo, tra cui opere legate all’opera alfonsiana, un crocifisso attribuito a Sant’Alfonso e lo storico torchio del Settecento, elementi che rendono tangibile la memoria della fondazione.

La storia della congregazione in Campania è strettamente legata a Scala: nata ufficialmente nel 1732, la congregazione trovò a Ciorani una delle prime sedi stabili. Nel 1735 il barone Don Angelo Sarnelli donò a Sant’Alfonso il palazzo e terreni su richiesta del figlio, Beato Gennaro Maria Sarnelli, collaboratore storico del fondatore nelle missioni popolari. Per otto anni, dal 1735 al 1743, Ciorani fu la sola proprietà stabile della comunità in regione; nel maggio 1743 si tenne qui il Primo Capitolo Generale, con Sant’Alfonso eletto Rettore Maggiore a vita e l’inizio della stesura delle prime Costituzioni e Regole dell’Istituto, poi approvate da Papa Benedetto XIV nel 1749.

Il complesso conservò nel tempo numerose testimonianze della devozione alfonsiana: il Crocifisso dipinto da Sant’Alfonso, opere legate alla Passione di Cristo e icone mariane, oltre all’antico torchio del Settecento. All’interno si trova inoltre la Chiesa della Santissima Trinità, che dal 2022 è Santuario Diocesano dedicato al Beato Gennaro Maria Sarnelli; le sue spoglie sono custodite e venerate a Ciorani.

Il tricentenario, dunque, va oltre la celebrazione religiosa: è una cornice per valorizzare la storia e il patrimonio di un territorio profondamente legato alla tradizione redentorista, e rappresenta anche una cornice di rilancio culturale e turistico. A sostegno del programma arriva anche un contributo di 10 mila euro previsto dalla LR 6/2026, finanziato attraverso un emendamento del consigliere regionale Corrado Matera.

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