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Napoli: carenza di Gip rallenta la giustizia, 1.300 richieste di custodia cautelare ancora in sospeso

Napoli: carenza di Gip rallenta la giustizia, 1.300 richieste di custodia cautelare ancora in sospeso

Napoli al crocevia della giustizia: 1.300 richieste di custodia cautelare ferme per carenza di Gip, Gratteri resta in allarme

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri torna a denunciare una grave carenza di magistrati delegati all’Ufficio Gip, una situazione che rischia di rallentare l’intera macchina giudiziaria della città e di provocare accumuli di lavoro su procedimenti delicati come quelli antimafia.

A margine della conferenza stampa legata all’operazione che ha portato all’arresto di 31 presunti affiliati al clan Petrone-Petruccelli del Rione Traiano, Gratteri ha evidenziato un dato paradossale: circa 1.300 richieste di custodia cautelare in carcere risultano ancora pendenti, e di queste circa 1.150 fanno riferimento a procedimenti della Direzione Distrettuale Antimafia. Non si tratta, ha chiarito, di “un’escalation di arresti”, ma della necessità di mettere ordine in una fase di crescita dell’offerta di lavoro della Procura, accompagnata da una carenza di personale.

La questione dell’organico non è una novità: già al momento dell’insediamento della nuova presidente del Tribunale di Napoli, Maria Gabriella Casella, era emersa come una criticità strutturale. Gratteri ha ricordato che se oggi mancano 10 Gip, lo scenario è simile a quello dell’anno scorso, quando se ne registravano otto in meno. La domanda, però, non è solo quantitativa, ma anche operativa: la produzione della Procura di Napoli è aumentata e servono strumenti adeguati per smaltire le pratiche in tempi più consoni al regime di custodia cautelare.

Una possibile soluzione immediata, spiegata dal procuratore, riguarda un aggiornamento organizzativo dello stesso ufficio Gip. In breve, si potrebbe ridurre temporaneamente il numero di giudici nelle sezioni per liberare risorse e “riempire da subito la pianta organica”, in coordinamento con il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministero della Giustizia. Un approccio non mirato a comprimere i diritti di difesa, ma a ristabilire una cadenza di lavoro che permetta di chiudere le pratiche pendenti e di rispondere alle necessità dei procedimenti maggiormente delicati.

Sul tema delle udienze pomeridiane, oggetto di critiche dall’Avvocatura, Gratteri ha difeso l’ipotesi di proseguire le celebrazioni nel pomeriggio richiamando l’esistenza di un protocollo condiviso tra gli organi della tutela legale. Secondo l’indirizzo del procuratore, c’è spazio per ottimizzare l’agenda senza comprimere i diritti delle parti, citando come modello positivo l’esempio del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove si svolgono udienze anche nel pomeriggio. L’obiettivo è dimostrare che è possibile conciliarsi con le esigenze di calendario e con le camere di consiglio senza interrompere la regolare attività processuale.

Nel quadro informativo, resta centrale la questione dell’Ufficio Gip di Napoli: la Procura insiste sull’esigenza di un intervento che colmi le lacune di organico e consenta di smaltire le 1.300 richieste pendenti, molte delle quali da tempo. L’intervento non mira a contrastare le esigenze di giustizia, ma a garantire la rapidità delle decisioni cautelari necessarie, senza compromettere i diritti dei cittadini né la qualità dell’istruttoria.

In sintesi, la situazione descritta da Gratteri mette a tema una riforma organica della giustizia partenopea, dove la tempestività delle procure incontra limiti strutturali che vanno superati con interventi mirati da parte delle istituzioni centrali. L’esito delle prossime settimane potrebbe definire una nuova traccia operativa per Napoli: un’Ufficio Gip più completo e una calendarizzazione che permetta di concludere le pratiche pendenti senza irregolarità né ritardi eccessivi.

Fonte: cronachedellacampania.it

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