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Napoli celebra Marek Hamsik: l’ex capitano premiato per lealtà e legame con la città

Napoli celebra Marek Hamsik: l’ex capitano premiato per lealtà e legame con la città

Napoli brinda a Marek Hamsik con un riconoscimento che travalica il campo: in anteprima della settima edizione del Premio Artis Suavitas, l’ex capitano azzurro riceve una targa che celebra non solo i successi sportivi, ma anche l’appartenenza profonda a questa terra di calcio e cultura. L’evento, presentato dal fondatore dell’iniziativa Antonio Larizza, aggiunge un tassello significativo al racconto di una carriera che ha inciso nel cuore della città.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la cerimonia premia la figura di Hamsik con l’opera «L’Albero della Cultura», una scultura in bronzo di Domenico Sepe che richiama radici e futuro, memoria e prospettive. L’azzurro di quel Napoli che lo ha accolto per dodici stagioni riceve così un simbolo tangibile della sua idea di legame con la città, al di là dei dati sportivi.

La vita partenopea di Hamsik non è solo una pagina di numeri, ma una storia di militanza e di identità. Arrivato nel 2007, ha vestito la maglia azzurra fin sotto il cielo del San Paolo/Maradona fino al 2019, accumulando 520 presenze e 121 gol tra tutte le competizioni. Capitano a lungo, è stato partecipe di due Coppe Italia e di una Supercoppa italiana, intrecciando la sua leadership al racconto collettivo di una tifoseria che lo ha accompagnato in ogni stagione.

Durante la cerimonia, l’emozione si è mescolata ai ricordi: la scelta di restare a Napoli nonostante le avances di altri club, la sensazione che la maglia pesasse come un vestito cucito addosso fin dal primo giorno. «Dopo quattro o cinque anni sentivo quella maglia addosso e non avevo bisogno di altro. A Napoli ho trovato tutto, prima di ogni cosa la passione. Ogni volta che scendevamo in campo, allo stadio Maradona o anche in trasferta, sembrava che giocassimo sempre in casa», ha confidato l’ex numero 17, confermando il legame indissolubile con la città.

E c’è un pensiero che resta inciso nel museo privato dei suoi ricordi: quando superò il record di gol segnati con la maglia azzurra, ricevette un messaggio da Diego Armando Maradona. «Mi fece i complimenti. Riceverli dal numero uno assoluto fu un piacere enorme. Ho ancora la sua maglia firmata, con una dedica, nella stanza in cui conservo i trofei e i ricordi. Rimarrà sempre lì», ha raccontato, restituendo alla memoria una pagina commossa della storia del Napoli.

Il Premio Artis Suavitas, assegnato a Hamsik, è descritto come riconoscimento per aver trasformato il talento sportivo in esempio di lealtà, appartenenza e autentico amore per una terra che lo ha accolto e che lui ha scelto di portare nel cuore. «La figura di Marek è importante per i principi che rappresenta», ha sottolineato Larizza, sottolineando il ruolo di modello per le nuove generazioni.

La settima edizione del Premio Artis Suavitas entrerà nel vivo sabato 26 settembre al Maschio Angioino di Napoli. Tra i premiati annunciati compaiono volti noti come Bianca Balti, Fabio Capello, Fabio Caressa, Francesco Di Leva, Anna Safroncik e Lina Sastri, a testimonianza di una manifestazione che intreccia sport, cultura e talento internazionale all’ombra del Vesuvio.

Una serata che racconta Napoli non solo come palcoscenico di calcio, ma come luogo capace di vivere la cultura in tutte le sue fasi: memoria, identità, futuro. E per Hamsik è forse il modo migliore di chiudere un cerchio della sua parabola azzurra, con un premio che parla di radici e di una casa chiamata Napoli.

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