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Rifiuti a Castellammare: l’amministrazione sotto accusa mentre si prepara un maxi-appalto da 131 milioni con penali e silenzi spaventosi

Rifiuti a Castellammare: l’amministrazione sotto accusa mentre si prepara un maxi-appalto da 131 milioni con penali e silenzi spaventosi

Castellammare di Stabia: Futuro incerto per la gestione dei rifiuti

La città di Castellammare di Stabia si trova di fronte a un futuro incerto nella gestione dei rifiuti, con un maxi-appalto da 131 milioni di euro all’orizzonte che solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’efficacia delle politiche attuali. La gestione è attualmente affidata alla Velia Ambiente s.r.l., ma le numerose sanzioni e i contenziosi legali mettono in luce gravi lacune nel servizio, configurando una situazione di emergenza non solo ambientale, ma anche gestionale.

Secondo una nota del Settore Ambiente del Comune, le sanzioni già irrogate alla Velia Ambiente sono pesanti e hanno evidenziato inadempienze significative, tra cui una raccolta differenziata sotto la soglia concordata del 56%, che ha comportato una penalità di oltre 350.000 euro. Le ripercussioni economiche si aggiungono a un contesto di scarsa trasparenza: la società ha fatto ricorso contro quasi tutte le penali disposte, portando la vicenda nei tribunali, creando così un clima di incertezza per i cittadini.

Il quadro si complica ulteriormente con le ritorsioni politiche e le scelte programmatiche mancate da parte dell’amministrazione commissariale, insediata dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose. Le denunce dei “Democratici e Progressisti” sottolineano gravi omissioni riguardo al futuro della gestione rifiuti. Malgrado la legge regionale che permetterebbe ai Comuni l’autorganizzazione del servizio, l’amministrazione ha mostrato un’incredibile inerzia nelle scelte strategiche, lasciando la città in balia di decisioni che interessano direttamente la salute e il benessere dei cittadini.

Il passaggio a un modello privato di gestione, imposto dall’Ente d’Ambito, ha scatenato diverse reazioni tra i comuni limitrofi, sollevando azioni legali per presunta disomogeneità del distretto. Le conseguenze di un’adesione tacita al modello imposto sono pesanti: la gara d’appalto prevista per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti avverrà senza un reale dibattito pubblico, e con la concretezza di un valore stimato di ben 131 milioni di euro, per una durata di otto anni.

I Democratici e Progressisti non hanno tardato a richiamare l’attenzione sulla problematicità della scelta. “È inaccettabile che una decisione così rilevante venga imposta senza un confronto democratico,” affermano, richiedendo la riapertura di un dibattito pubblico e una verifica seri delle fasi di progettazione. Il richiamo alla trasparenza è forte, specie in un contesto in cui la criminalità organizzata ha storicamente influenzato il settore dei rifiuti.

Il tempo per agire non è scaduto: il contratto attuale con Velia Ambiente è in scadenza nel 2028. La città ha quindi l’opportunità di ritrovare il controllo democratico su un servizio cruciale per la vita quotidiana dei cittadini. La decisione su come procedere resta nelle mani delle istituzioni locali, in un momento in cui le azioni intraprese potrebbero determinare una svolta decisiva nella lotta contro l’emergenza rifiuti.

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