Il caldo esasperante inizia a farsi sentire nelle scuole campane: una situazione critica per il rientro degli studenti
L’inizio dell’anno scolastico si avvicina, ma per migliaia di studenti campani la prospettiva di tornare in aula è ben lungi dall’essere rassicurante. Un’indagine realizzata da Legambiente Campania e dall’Unione degli Studenti Campania ha messo in luce la drammaticità della condizione delle scuole nella regione, con il 95% degli intervistati che lamenta temperature insopportabili e una preparazione inadeguata ad affrontare il caldo estremo.
La ricerca, che ha coinvolto circa 1.500 tra studenti, docenti e personale ATA, evidenzia come il 48,7% degli intervistati definisca le temperature in aula «insopportabili». Nemmeno l’1% dei partecipanti considera il clima delle aule come accettabile. In un contesto in cui oltre il 70% della popolazione scolastica sente gli effetti del malessere e della stanchezza dovuti alle elevate temperature, la situazione appare allarmante.
La scarsità di impianti di climatizzazione è un altro tema cruciale. Solo il 4,2% degli istituti riporta che quasi tutte le aule siano attrezzate con aria condizionata. Nei restanti casi, le scuole dichiarano di avere sistemi di raffrescamento limitati agli uffici amministrativi, o addirittura di non avere impianti di alcun tipo. La questione si fa ancora più seria se si considera che l’84,8% degli intervistati giudica inadeguati gli edifici a fronte delle ondate di calore sempre più comuni.
Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, non esita a definire questa situazione come una «condizione strutturale» che impatta sulla salute e sulla qualità dell’apprendimento. Le sue parole trovano ulteriore fondamento nel dato preoccupante secondo cui oltre il 90% degli edifici scolastici della regione non dispone di sistemi di climatizzazione, con nessuna provincia che supera il 12% di scuole attrezzate.
Le risposte delle dirigenze scolastiche alle segnalazioni di malessere fisico sono state deflagranti: nel 19% dei casi è stata attribuita la responsabilità alla mancanza di fondi, con un’ulteriore parte della popolazione scolastica che denuncia la minimizzazione delle problematiche riportate. Gli studenti stessi non si sono tirati indietro, con rappresentanti come Domenico Fortunato che denunciano un rientro «insostenibile», promettendo mobilitazioni se non si interverrà per migliorare le attuali condizioni.
In questo contesto, il sondaggio ha identificato una serie di misure considerate urgenti. Tra queste, l’installazione di impianti di climatizzazione (82,9% degli intervistati), la rimodulazione temporanea degli orari (39%) e miglioramenti alle aree verdi delle scuole (19,3%). Le proposte si sposano con le critiche al recente stanziamento nazionale di 20 milioni di euro, considerato insufficiente per le enormi necessità del settore.
Dietro questi numeri si cela un’esigenza fondamentale: garantire un ambiente di apprendimento sicuro e vivibile per chi ogni giorno varca le soglie delle aule scolastiche. Se non si agisce ora, il rischio è di compromettere non solo il presente degli studenti, ma anche il loro futuro.
