Tragedia a Napoli: La Morte del Piccolo Domenico e i Possibili Risvolti Giudiziari
Napoli è scossa da un dramma che colpisce profondamente la comunità, in seguito alla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta il 21 febbraio 2026 all’ospedale Monaldi. Il bimbo, di soli 6 anni, è deceduto a seguito di un intervento di trapianto di cuore fallito, che ha sollevato una serie di interrogativi sulle responsabilità mediche.
Una perizia di 553 pagine, recentemente depositata dal gip Mariano Sorrentino, evidenzia che se Domenico fosse stato collegato al Berlin Heart entro 72 ore dall’intervento del 23 dicembre 2025, la sua vita avrebbe potuto essere salvata con una percentuale di successo superiore al 70%. La richiesta della famiglia Caliendo, sostenuta dall’avvocato Francesco Petruzzi, non si è fatta attendere: viene sollecitata una rivalutazione delle accuse, passando dall’omicidio colposo a quello volontario nei confronti dei medici coinvolti.
Patrizia Mercolino, madre del piccolo, ha espresso il suo straziante dolore: “Domenico mi manca tanto. La rabbia ora prevale sul dolore”, parole che riflettono la sofferenza di una famiglia addolorata, ora chiamata a confrontarsi con possibili conseguenze legali oltre al loro lutto.
Le difese dei chirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, tuttavia, si schierano a favore della loro innocenza. I legali dei medici contestano le accuse sostenendo che entrambi hanno operato secondo le procedure corrette. L’avvocato Vincenzo Maiello, difensore di Bergonzoni, chiarisce: “Ha operato nel pieno rispetto delle regole e non ha preso decisioni riguardanti il post-operatorio.” I legali di Oppido sono sulla stessa lunghezza d’onda, affermando che il dottore ha rispettato tutte le normative durante l’intervento.
La super-perizia ha messo in luce errori significativi, non solo durante il trapianto, ma anche nei protocolli di refrigerazione del cuore donato, giunto da Bolzano con metodi non conformi. Tuttavia, l’elemento cruciale è stata la scelta di non utilizzare il Berlin Heart, decisione che ha avuto un impatto devastante sulla vita del paziente.
Mentre la Procura deciderà le prossime fasi dell’indagine, il tribunale del Riesame di Napoli è attualmente impegnato nel valutare un ricorso contro l’interdizione dalla professione di Oppido e Bergonzoni, adottata come provvedimento cautelare. La famiglia Caliendo ha già raggiunto un accordo di risarcimento con l’Azienda ospedaliera dei Colli, il che testimonia la gravità e la complessità di questa dolorosa vicenda.
In questo scenario, l’attenzione si sposta dai risarcimenti monetari al futuro giudiziario dei medici coinvolti. L’esito dell’inchiesta potrebbe non solo determinare il destino dei chirurghi, ma anche esplorare le responsabilità sistemiche all’interno della sanità campana, un aspetto che rende ancora più urgente approfondire l’argomento in questione. La morte di Domenico Caliendo rappresenta dunque non solo una tragedia personale, ma un caso che potrebbe avere ripercussioni significative nel sistema sanitario e legale italiano.
