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Cronaca

Dalla cella alla vendetta: accuse pesanti sul boss Senese per l’omicidio di Moccia

Dalla cella alla vendetta: accuse pesanti sul boss Senese per l’omicidio di Moccia

Il Ritorno del Clan Senese: Pizzini dall’Interno e Piani di Vendetta ad Afragola

Ad Afragola, il clan Senese torna a far parlare di sé: l’ultimo sviluppo riguarda le informazioni rivelate da Cosimo Nicolì, collaboratore di giustizia, che descrive come Michele Senese, noto come ‘o pazz, gestisca le operazioni criminali anche dietro le sbarre. Secondo Nicolì, il boss impartiva ordini attraverso pizzini, mantenendo il controllo su usura e traffico di droga, e persino ordisce vendette contro rivali.

Il racconto di Nicolì è emblematico della solidità delle reti malavitose, che non si fermano nemmeno in carcere. La DDA di Roma ha recentemente emesso un’ordinanza di carcerazione per Senese, legandolo all’omicidio di Fabrizio Piscitelli, ucciso nel 2019, ma le sue macchinazioni continuano. Nicolì ha rivelato come, attraverso intermediari e telefonate, Senese abbia orchestrato un piano per eliminare il rivale Antonio Moccia. “Uccidere Antonio Moccia” era il messaggio chiaro che il pentito ricevette da Eugenio Conocchia, un emissario del boss.

Nicolì, con un passato all’interno del gruppo camorristico ‘Rinnegati’, ha dettagliato come questi ordini venissero trasmessi tramite le scarpe, con pizzini consegnati alla moglie e al figlio di Senese. La gestione della criminalità ad Afragola è rimasta nelle sue mani, permettendogli infatti di stringere i bulloni del traffico di stupefacenti, anche se per un periodo limitato. “Le piazze di droga le gestivo io, ma non riuscii a ripristinarle come desideravo”, ha dichiarato.

Attraverso Nicolì emerge anche l’immagine inquietante di un uomo temuto in tutto il panorama criminale. “Michele Senese è come Hitler nel 2021”, ha affermato il collaboratore, descrivendo il potere intimidatorio del boss, il cui nome incute rispetto persino tra i criminali più incalliti. Nicolì ha sottolineato che, nonostante le sue dimensioni fisiche, Senese esercita un’influenza enorme, incutendo paura e rispetto.

La vicenda rappresenta un ulteriore affondo nel complesso mondo della criminalità organizzata, evidenziando come il clan Senese continui a tessere una rete di comando dal carcere, rimanendo un attore principale nel panorama della malavita in Campania. La DDA di Roma, intanto, prosegue le indagini, mentre l’eco delle azioni del clan rimane forte.

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