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Processo a Napoli: le figlie si costituiscono parte civile nell’omicidio del padre accoltellato 189 volte

Processo a Napoli: le figlie si costituiscono parte civile nell’omicidio del padre accoltellato 189 volte

Un Delitto nel Cuore di Napoli: Tra Vendetta Familiare e Denaro Scomparso

Napoli, 3 settembre 2025. È una notte che segna il confine tra la vita e la morte per Ciro Rapuano, assassinato nel suo letto con la brutalità di 189 coltellate. A chiudere il cerchio tragico di questa vicenda è Lucia Salemme, sua moglie, attualmente sotto processo per omicidio volontario aggravato da premeditazione e vincolo di parentela. Ma dietro l’apparente chiarezza si celano ombre di rancore e segreti di una famiglia lacerata.

I fatti hanno avuto inizio in un appartamento di via Sant’Arcangelo, dove una chiamata di emergenza ha rivelato il delitto. Lucia ha affermato di aver agito in legittima difesa, sostenendo di essere stata aggredita dal marito, ma i dettagli emersi dalle indagini raccontano una storia diversa. Le prove raccolte dalla Procura di Napoli indicano che la donna ha disattivato il sistema di videosorveglianza prima dell’omicidio, mentre il marito dormiva. Nessuna colluttazione è risultata presente, un elemento che mina alla base la giustificazione fornita da Lucia.

L’elemento scatenante del delitto sembra risiedere in una crisi economica all’interno della coppia. I Rapuano custodivano oltre 400mila euro in contante, una rilevante somma che, secondo le ricostruzioni investigative, ha visto un prelievo occulto a favore di spese di lusso da parte di Lucia e della figlia minore Manuela. Tale scoperta ha generato tensioni irreparabili, culminando nella tragedia della notte del 4 settembre.

Manuela, presente nell’appartamento al momento dell’omicidio insieme alla propria bambina, ha fornito una testimonianza cruciale, affermando di essersi svegliata solo dopo il delitto, trovandosi di fronte a una madre armata di coltello. La sua deposizione ha smontato la versione di Lucia, scagionando implicitamente il padre e gettando un’ombra di sospetto sulla madre. La giovane e la sorella maggiore Valentina, ormai distante dalla famiglia, hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo, prendendo le distanze da una madre accusata di aver spinto una famiglia verso la rovina.

Nel frattempo, le sorelle di Ciro non hanno risparmiato critiche nei confronti di Manuela, mettendo in dubbio la sua inattività durante l’orrore perpetrato a pochi metri di distanza. “Com’è possibile non accorgersi di tale ferocia?”, si sono chieste, insinuando che anche la ragazza possa avere un ruolo nella gestione del denaro e nelle dinamiche familiari.

L’udienza fissata per il prossimo 5 novembre si preannuncia infuocata: le difese si preparano a contestare le accuse, mentre la Procura farà leva su prove digitali schiaccianti. Un intero clan familiare è ora diviso da accuse reciproche, mentre la giustizia cerca di far luce su un delitto che parla di vendetta e omertà.

Il risultato del processo potrebbe non solo riscrivere le sorti di Lucia Salemme, ma anche rivelare segreti inesplorati di una famiglia intrisa di mistero e conflitti. Per ora, l’unica certezza è che un’ombra oscura si è affacciata su Napoli, lasciando un eco di domande senza risposta.

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