Controllo della sicurezza nelle carceri: arrestato detenuto-lavorante con hashish a Secondigliano
In un’operazione che sottolinea l’impegno delle forze dell’ordine nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti, un detenuto-lavorante del carcere di Secondigliano è stato arrestato mentre tentava di trasferire cinque panetti di hashish, per un totale di circa mezzo chilo, all’interno della struttura.
L’arresto, avvenuto nelle scorse ore, è stato reso possibile dall’azione coordinata della Polizia Penitenziaria, che ha fermato l’uomo mentre si trovava in movimento tra i reparti. Secondo le prime ricostruzioni, gli investigatori ritengono che il detenuto fosse coinvolto in un’attività di “corriere” interno, approfittando della sua libertà di movimento concessa dal regime di detenuto-lavorante. Questo status gli consentiva di avere accesso a spazi e orari differenti rispetto agli altri reclusi, aumentando il rischio di traffico di droga all’interno del carcere.
La quantità di hashish sequestrata è considerata tutt’altro che trascurabile, suggerendo che non fosse destinata solo al consumo personale, ma probabilmente destinata a circolare all’interno dell’istituto. “L’operazione – hanno dichiarato Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, esponenti dell’Uspp – rappresenta un’importante azione di contrasto, che ha impedito la diffusione di un significativo quantitativo di droga in un contesto già delicato”.
Il sindacato ha inoltre voluto evidenziare le difficoltà operative degli agenti di polizia penitenziaria, che sono frequentemente costretti a lavorare con organici ridotti e in situazioni di lavoro critiche. Nonostante ciò, continuano a garantire un presidio di legalità essenziale per la sicurezza dell’istituto e per la collettività.
L’arresto di questo detenuto-lavorante porta alla luce problematiche di controllo e sicurezza che persistono negli istituti penitenziari, richiedendo un’immediata riflessione sulle condizioni di lavoro e sull’efficacia delle misure di prevenzione implementate dalle autorità.
