Titolo: “Circumvesuviana, l’aspro confronto delle associazioni: diritti negati ai pendolari”
La recente ristrutturazione degli orari della Circumvesuviana ha messo in evidenza un’ingiustizia che perdura da anni. Mentre il collegamento da Napoli a Sorrento viene potenziato per favorire il turismo, gli studenti e i lavoratori delle direttrici interne continuano a subire pesanti tagli ai servizi.
Diversi comitati di pendolari, tra cui i rappresentanti di Comitato Pendolari Vesuviani, Comitato Civico Cifariello di Ottaviano e Comitato E(a)vitiamolo di Sperone, hanno espresso il loro dissenso in una nota congiunta. I portavoce non risparmiano critiche nei confronti della gestione attuale, accusando Eav di favorire sistematicamente la “linea vetrina” Napoli-Sorrento, a discapito di percorsi cruciali come quelli per Baiano, Sarno, Poggiomarino e San Giorgio a Cremano.
“Le decisioni aziendali penalizzano continuamente le tratte utilizzate quotidianamente da chi studia e lavora,” affermano gli attivisti. “La situazione è inaccettabile, diretta conseguenza di una visione distorta in cui l’utilità sociale delle linee interne viene completamente ignorata.”
Particolarmente grave è la situazione dei collegamenti serali, dove le interruzioni sono frequenti. La linea Sarno, ad esempio, chiude alle 20:00, mentre le corse verso Baiano sono limitate da un servizio che opera solo dalle 7:00 alle 19:00, con un aggravio per chi necessita di un trasporto flessibile. Inoltre, per San Giorgio, i lavori sono stati sospesi, amplificando il disagio già avvertito dalle comunità.
I comitati chiedono ora un trattamento equo: “Perché non vengono imposti turni di lavoro h24 e nei fine settimana?” si domandano, evidenziando la disparità di attenzione tra le diverse linee. “Le gallerie della tratta sorrentina beneficiano di operazioni continuative, mentre qui siamo abbandonati.”
Infine, una riflessione critica viene mossa nei confronti della nuova gestione di Eav. I pendolari lamentano che “cambiare i volti ai vertici non ha modificato la sostanza della situazione.” Un cambio di leadership che rischia di trasformarsi in un’operetta senza un vero cambiamento, colpendo direttamente la dignità e i diritti di chi utilizza assiduamente i mezzi pubblici.
L’appello finale dei comitati invita le autorità a riconsiderare le priorità nell’organizzazione dei servizi, affinché tutte le linee, e non solo quelle più visibili, possano tornare a soddisfare le esigenze di chi vive e lavora nella regione. La situazione chiama in causa non solo la gestione aziendale, ma anche la responsabilità istituzionale verso una mobilità equa e accessibile a tutti.
