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Lanciano, diffida urgente alle istituzioni sull’allontanamento di tre figli di Loffredo

Lanciano, diffida urgente alle istituzioni sull’allontanamento di tre figli di Loffredo

Lanciano: diffida urgente sull’allontanamento di tre minori, gli avvocati chiedono chiarezza

Lanciano (Abruzzo) – Una diffida urgente è stata inviata alle principali istituzioni dello Stato per chiedere chiarezza sull’allontanamento di tre fratellini di sette, quattro e tre anni, figli di Pietro Loffredo, padre di Fortuna Loffredo, la bambina violentata e uccisa a Caivano, e della sua compagna. La comunicazione è stata presentata dai legali che assistono la coppia. Secondo quanto riportato dai legali, i tre bambini sarebbero stati allontanati dai servizi sociali il 17 settembre a Lanciano. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la circostanza è stata formalizzata in una diffida e in un’istanza urgente rivolta alle autorità competenti.

Nel testo congiunto diffuso dagli avvocati, si racconta che i due bambini più piccoli sarebbero stati prelevati dall’abitazione con l’intervento della forza pubblica, mentre la sorella maggiore sarebbe stata accompagnata direttamente a scuola. I tre sarebbero poi stati trasportati a bordo di auto civili che, a detta dei genitori, erano “senza sedili e norme di sicurezza” per i bambini. Una descrizione che, se confermata, alimenta la richiesta di maggiore trasparenza sulle modalità operative adottate in quell’occasione.

A poco meno di un giorno dall’intervento, i legali affermano di non aver ricevuto informazioni sufficienti sulla situazione dei minori. “Non abbiamo ancora alcuna notizia oltre agli avvertimenti telefonici di persona dei servizi sociali secondo la quale ‘conveniva’ collaborare per rivedere i bambini”, sostengono gli avvocati nella nota. Una mancanza di riscontri che, secondo quanto comunicato, lascia i legali privi di copie del verbale o del provvedimento e senza indicazioni sul procedimento o sull’autorità procedente.

La diffida è stata indirizzata non solo al Presidente della Repubblica e alla Presidenza del Consiglio, ma anche ai ministri competenti, alla Procura e al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, alla Procura di Pescara, all’Autorità garante per l’infanzia, ai Garanti regionali, al sindaco e al Servizio sociale del Comune di Lanciano. Gli avvocati chiedono alle istituzioni di intervenire per assicurare trasparenza sull’iter che ha portato all’allontanamento dei tre minori e di rendere noto lo status procedurale e le condizioni dei bambini.

“Non chiediamo privilegi né scorciatoie: chiediamo legalità, trasparenza e umanità, soprattutto lanciamo un appello agli italiani ed a tutti genitori e figli, al popolo del web che già difese nella stessa località della famiglia del bosco a sostenere ed aiutare le ultime vittime di questa burocrazia insensibile e forte solo con i deboli”, dichiara Angelo Pisani, uno degli avvocati della coppia. Le parole dei legali sottolineano la richiesta di un’informazione completa, precisa e tempestiva sulle condizioni dei minori e sulle ragioni che hanno portato al loro allontanamento.

La vicenda è ora al centro delle richieste di chiarimento rivolte alle autorità competenti, con l’indicazione che gli elementi relativi alla decisione di allontanamento e alle condizioni dei minori dovranno essere verificati nelle sedi istituzionali e giudiziarie. Si tratta di una situazione che, oltre a sollevare interrogativi sui protocolli applicati, richiama l’urgenza di un dialogo pubblico chiaro tra famiglia, enti sociali e parte giudiziaria per evitare interpretazioni fuorvianti e preservare, al tempo stesso, la tutela dei minori e i diritti dei genitori.

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