Napoli si prepara a vivere una pagina di cinema che guarda alle radici della sua identità sportiva. “100 anni di passione” non è una retrospettiva in stile docufilm, ma un lungometraggio prodotto da Filmauro su un’idea di Aurelio De Laurentiis, capace di raccontare cento anni di Napoli attraverso la passione che da sempre nutre la tifoseria azzurra. Le riprese sono già iniziate e la città si è ritrovata a Chiaia per l’inizio di una produzione che promette di misurare la nostra memoria collettiva.
Il progetto nasce dal lavoro di una squadra creativa ancorata al cuore della città: Mimmo Carratelli firma la linea narrativa, mentre Maurizio De Giovanni apre la cornice con la sceneggiatura curata insieme al regista Massimiliano Pacifico. La scelta è chiara: restituire al pubblico una storia di emozioni, trionfi e rimpianti, ma soprattutto un racconto accessibile a chi segue Napoli per passione, non solo agli addetti ai lavori del calcio. Il soggetto punta su una linea tematica centrale, quella della “passione” come filo conduttore di un secolo di vita azzurra, intrecciando momenti di vita quotidiana, cultura popolare e grandi appuntamenti sportivi.
«Verrà raccontata proprio la prospettiva del napoletano emigrato», ha detto Pacifico, offrendo una finestra narrativa che esplora l’Europa e il mondo attraverso la lente di chi ha vissuto lontano dalla città ma non dall’amore per il Napoli. L’idea è quella di creare un racconto che, pur avvicinando il grande pubblico al mondo del calcio, mantenga una densità emotiva e una ricchezza di immagini tipiche della realtà partenopea. La sceneggiatura, inoltre, è destinata a evolversi: la scrittura viene alimentata quotidianamente dall’estro degli attori e dalla direzione creativa, con la consapevolezza che il film debba crescere insieme al cast e al pubblico.
Il film vuole essere un omaggio ai tifosi di ieri, di oggi e di domani: ai padri, ai nonni, a chi ha tifato con devozione anche senza aver mai visto uno scudetto, e a tutti coloro che vivono Napoli da fuori, sparsi per il mondo. Un aspetto chiave della narrazione sarà proprio la dimensione migratoria dei napoletani, raccontata con sensibilità e senza retorica, offrendo uno sguardo in profondità sui percorsi di chi lascia la città in cerca di nuove opportunità ma non abbandona mai la propria identità azzurra. La sceneggiatura è ancora in fase di rifinitura, ma la direzione è chiara: valorizzare la memoria collettiva senza rinunciare a una forma cinematografica moderna e fruibile anche a chi non segue quotidianamente il calcio.
Il cast è al centro di questa operazione di memoria partecipata: attori napoletani che si confrontano con i personaggi simbolo della storia neroazzurra, e una presenza che per molti rappresenta un crocevia tra passato e presente. Tra i protagonisti figurano volti noti della scena locale, capaci di restituire autenticità al racconto grazie a una conoscenza radicata della città e della sua cultura sportiva. Potrebbero comparire ulteriori camei per arricchire la ricostruzione, a testimonianza di un progetto che guarda al pubblico con ambizione ma senza fretta.
Tra i temi della produzione, oltre alla celebrazione del secolo, c’è la promessa di immagini inedite: il vicepresidente Edo De Laurentiis ha anticipato che il film conterrà materiale mai visto prima, promettendo emozioni forti e una gestione del racconto capace di restituire al tifoso la sensazione di prendere parte a una grande storia collettiva. Non mancano le parole di chi vive quotidianamente la realtà azzurra: Gino Rivieccio descrive l’esperienza come una collaborazione tra cuore e squadra, Geppy Gleijeses esprime orgoglio e appartenenza, mentre Giovanni Esposito e Susy Del Giudice raccontano l’emozione di far parte di un progetto che esalta la passione femminile nel tifo. Il tutto, con la consapevolezza che Napoli – ancora una volta – vuole raccontarsi al mondo attraverso una lingua universale: il cinema, capace di unire memoria sportiva e arte narrativa in una pagina di storia condivisa.
