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Benevento: immobili, azienda e conti sequestrati per 800mila euro a un sessantenne

Benevento: immobili, azienda e conti sequestrati per 800mila euro a un sessantenne

Titolo: Patrimonio sotto sequestro a Benevento: 800 mila euro tra immobili, azienda e conti riconducibili a un sessantenne

Nella mattinata di oggi, i finanzieri del Comando Provinciale di Benevento hanno eseguito un decreto emesso dal Tribunale di Napoli, Sezione Misure di Prevenzione, che dispone il sequestro finalizzato alla confisca di beni riconducibili a un sessantenne residente in provincia. L’operazione rientra in un’azione mirata a colpire patrimoni non giustificati da redditi leciti e a interrompere la disponibilità di risorse detenute tramite attività illecite.

L’uomo, già gravato da precedenti per reati fiscali e contro la Pubblica amministrazione, è stato ritenuto socialmente pericoloso perché avrebbe vissuto, da tempo, grazie ai proventi di attività delittuose avviate almeno dal 2006. La valutazione delle autorità si fonda su una ricostruzione che mette insieme redditi dichiarati e patrimonio acquisito, evidenziando incongruenze tra entrate legittime e disponibilità detenute.

La misura patrimoniale nasce dalla proposta della Procura della Repubblica ed è stata possibile grazie a indagini patrimoniali condotte dal Nucleo di Polizia Economico‑Finanziaria di Benevento. Gli accertamenti hanno accertato beni ingiustificati e sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati, tra cui alcuni appartamenti situati a Benevento e zone limitrofe formalmente intestati a familiari ma, secondo gli investigatori, acquisiti con proventi illeciti. Il quadro rivelato rientra pienamente tra i presupposti previsti dal Codice Antimafia.

Insieme agli immobili sono stati sequestrati l’intero complesso aziendale di una società operante nel settore delle costruzioni, vari rapporti di conto corrente e diverse autovetture. Il valore complessivo del patrimonio interessato dal provvedimento è stimato in circa 800.000 euro, una cifra che gli inquirenti ritengono giustificata dalla mole del traffico illecito accertato nel corso delle verifiche patrimoniali.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’intervento rientra in una linea di azione volta a mettere a fuoco e neutralizzare i canali di sostentamento economico di fenomeni criminali, soprattutto quando si tratta di trasferire denaro e beni all’esterno di bilanci leciti. Le autorità hanno chiarito che il sequestro non è una condanna, ma un atto di prevenzione che lascia aperti i portafogli di eventuali sviluppi investigativi.

Le indagini proseguono per chiarire l’origine dei proventi e la reale eventuale relazione tra beni e redditi. Restano in corso accertamenti su eventuali altre disponibilità e su eventuali soggetti destinatari o amministratori legali della società coinvolta nel settore delle costruzioni. L’esito di tali verifiche potrà influire sui passaggi successivi della procedura di prevenzione patrimoniale.

Questo tipo di intervento, mirato alla confisca di patrimoni ritenuti illeciti, continua a rappresentare uno degli strumenti principali dell’azione giudiziaria per interrompere la continuità economica di attività criminali. Le autorità invitano a considerare l’operazione come parte di un percorso più ampio di tutela della legalità economica, soprattutto in territori dove l’insediamento di reti illecite ha storicamente effetti sull’economia locale.

Gli investigatori hanno ricordato che, in ambito patrimoniale, la distanza tra redditi dichiarati e disponibilità manifeste resta uno degli elementi chiave per individuare assetti patrimoniali difficili da giustificare. Le prossime settimane saranno dedicate all’esame dettagliato della documentazione bancaria, ai flussi contabili della società interessata e alla verifica di eventuali collegamenti con altre imprese o persone fisiche nel contesto dell’indagine.

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