Titolo: Ras del clan Ferone arrestato con tre chili di cocaina: la retata strappa un punto di riferimento dello spaccio ad Arzano
Arzano, una nuova misura di contrasto al traffico di droga ha bloccato un punto di snodo molto significativo per la rete criminale legata al clan Ferone di Casavatore. In un’operazione condotta dai Falchi della Squadra Mobile di Napoli, Cosimo Di Fiore, conosciuto come Cocò e indicato dagli investigatori tra i vertici della consorteria, è stato fermato mentre trasportava un ingente carico di droga.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, durante un controllo lungo il corso Salvatore D’Amato, i passaggi dei poliziotti hanno permesso di trovare in un borsone tre panetti di cocaina per un peso superiore ai tre chili. L’intervento degli stessi agenti non si è limitato al veicolo: l’estensione delle verifiche ha coinvolto anche l’abitazione di Di Fiore, dove è intervenuta una unità cinofila della Guardia di Finanza per eseguire una perquisizione mirata.
All’interno della casa sono emerse ulteriori tracce dell’attività illecita: due coltelli da cucina intrisi di sostanza stupefacente, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga. In mezzo agli effetti è stato sequestrato anche un ingente contante, 67.000 euro, ritenuto legato all’illecito traffico e al giro di denaro collegato all’operazione.
La direttiva investigativa, già talvolta anticipata in precedenti rapporti sugli stessi gruppi criminali, ha determinato l’arresto di Di Fiore e l’immediata custodia cautelare in carcere. Le indagini, tuttavia, non sembrano concluse: resta da chiarire quale sia la filiera della droga, chi fossero i destinatari, quali venditori o pusher fossero coinvolti, e quale giro di clientela alimentasse questo specifico carico. Il 45enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti nel traffico di droga, dovrà ora fornire chiarimenti al gip all’udienza di convalida, assistito dal proprio avvocato.
L’operazione segna un duro colpo economico per il clan Ferone: il sequestro, oltre al valore della droga, ha comportato una stima di oltre 150.000 euro sottratti alle casse dell’organizzazione. La dinamica dell’intervento, apparentemente studiata per evitare rischi a terzi, ha permesso agli investigatori di intercettare il carico senza che si registrassero ripercussioni immediate.
Il contesto di questa attività è inquadrato all’interno di una rete criminale legata agli Amato-Pagano, secondo i rapporti di indagine che delineano una continuità tra le diverse articolazioni del narcotraffico nella zona. Gli inquirenti insistono sull’esigenza di tracciare ogni passaggio della catena di approvvigionamento: provenienza della cocaina, modalità di confezionamento, canali di vendita e cittadini coinvolti nel mercato illecito.
Gli sviluppi dell’indagine restano da definire: al momento si privilegia la cautela, con nuove verifiche in corso per confermare l’origine della droga e per identificare eventuali complici nella rete. L’udienza di convalida dell’arresto è attesa nei prossimi giorni, dopo la formalizzazione delle accuse e la valutazione da parte del giudice.
In questa cornice, la materia giudiziaria continua a muoversi tra la repressione immediata e l’esigenza di ricostruire nel dettaglio la filiera dello stupefacente. La procura di Napoli sta monitorando gli elementi acquisiti per definire responsabilità e contorni del traffico, mentre le Forze dell’ordine proseguono con ulteriori verifiche sull’organizzazione e sulle possibili infiltrazioni nel territorio di riferimento.
