Napoli tassisti in allarme: l’assenza del Comune al tavolo prefettizio diventa banco di prova tra istituzioni e categoria
Napoli vive una situazione di tensione doppia: da una parte i tassisti chiedono risposte concrete, dall’altra il Comune non ha partecipato alla convocazione del Prefetto, fissata per il 14 settembre. A far emergere la frizione è una lettera inviata ai vertici dello Stato locale dalle sigle di categoria, tra cui Comitato Tassisti di Base, SITAN/ATN, UNIMPRESA e FEDERTAXI/CISAL.
L’oggetto della comunicazione è chiaro: l’assenza dell’amministrazione comunale, ancor più degli aspetti organizzativi, viene letta come un segnale politico. Le associazioni denunciano una distanza che va oltre la semplice burocrazia, prospettando una percezione di mancato confronto con un settore che, a loro avviso, vive una situazione economica già molto delicata. L’impressione, spiegano, è quella di un’istituzione che non considera prioritario un dialogo costante con il mondo dei taxi, con ripercussioni sul funzionamento quotidiano dei servizi pubblici di trasporto.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la lettera mette in fila una serie di criticità che pesano sul bilancio familiare dei conducenti: caro carburante, congestione del traffico, aumento dei costi di gestione dei veicoli e una produttività ridotta che mette a rischio redditi e stabilità occupazionale. In questo contesto, i tassisti chiedono interventi immediati e misure mirate, non semplici promesse.
Sul fronte regionale, resta aperto un ulteriore fronte di confronto: il confronto del 31 luglio 2026, allora, era stato dedicato all’una tantum a sostegno della categoria per il caro carburante. Da allora, nonostante le interlocuzioni avviate e le richieste formali, i rappresentanti della categoria denunciano un silenzio istituzionale che aggrava l’incertezza quotidiana delle aziende e dei singoli operatori. È una dinamica che, sottolineano, non si risolve con appelli o proclami, ma richiede risposte operative, senza rinvii.
La critica principale non è rivolta al numero di affiliati o alla presunta rappresentatività: è una questione di persone in carne e ossa che lavorano ogni giorno per fornire un servizio essenziale in città densamente popolata e con dinamiche di traffico complesse. E se la critica invita al Prefetto a fare da facilitatore di un dialogo che deve tornare a pieno regimes, resta ferma la necessità di distinguere tra fatti accertati e mere intenzioni politiche: la categoria chiede misure concrete, non annunci.
In chiusura, il comunicato afferma un principio semplice ma fondamentale: non è tempo di rinvii. La lettera lancia un appello all’azione, chiedendo presenza istituzionale, confronto immediato e provvedimenti clinicamente efficaci per salvaguardare l’attività, i posti di lavoro e la stabilità economica delle famiglie coinvolte. Chiedono una risposta chiara, ora, prima che le difficoltà quotidiane si traducano in una crisi irreversibile per molti operatori della categoria taxi.
In una città dove la mobilità è parte integrante della vita urbana, la richiesta è che le istituzioni ritrovino subito il filo del dialogo con un settore chiave per il sistema di trasporti: sull’esito di questo confronto dipende non solo la continuità del servizio, ma anche la fiducia di chi lavora ogni giorno per garantire mobilità e servizi essenziali ai cittadini.
