Lanciano (Chieti), 17 settembre 2026 – I servizi sociali hanno prelevato ieri mattina tre bambini di 3, 4 e 7 anni e li hanno affidati a una casa-famiglia. L’intervento è avvenuto in circostanze di estrema rapidità e senza precedenti confronti con gli assistenti sociali o avvisi ufficiali, stando a quanto riferito dai legali della famiglia coinvolta.
Secondo quanto riportato, i due fratellini più piccoli sarebbero stati portati via dall’abitazione della madre, sottraendoli alle sue braccia, mentre la figlia maggiore è stata accompagnata a scuola dagli assistenti sociali, assistiti da agenti in abiti civili. L’operazione, descritta come improvvisa, appare separata da qualsiasi contesto di presenza di segnali di pericolo immediato, almeno stando alle testimonianze finora rese note.
Secondo quanto riferito dalla famiglia e pubblicato da www.cronachedellacampania.it, l’allontanamento sarebbe stato messo in atto dai servizi sociali con l’assistenza delle forze dell’ordine e, a quanto comunicato ai genitori, su autorizzazione della Procura. Le motivazioni che sarebbero state indicate includerebbero presunte criticità igienico-sanitarie e la presenza di cani in casa. Le difese hanno precisato che tali accuse sarebbero state fermamente contestate dai genitori, che hanno descritto l’episodio come improvviso e traumatico.
I legali della famiglia – gli avvocati Angelo e Sergio Pisani – hanno affermato che la misura è grave e richiede accertamenti rigorosi. «Chiederemo immediatamente l’accesso integrale agli atti e la verifica dei presupposti di una misura tanto grave e traumatica», hanno dichiarato. E hanno aggiunto: «La tutela dei minori richiede accertamenti rigorosi, proporzionalità e un controllo giudiziario immediato. Chiediamo trasparenza e giustizia senza ritardi, nell’interesse del benessere psicofisico dei tre bambini e per evitare sofferenze e conseguenze irreparabili». I legali hanno inoltre chiesto che siano adottate tutte le cautele necessarie e che sia garantito un sostegno psicologico immediato per i minori e i genitori.
Il contesto familiare non è neutro nella ricostruzione fornita dai difensori: ricordano che il padre ha già vissuto una perdita tragica, citando la storia legata a Fortuna Loffredo, la bambina violentata e lanciata dal Parco Verde di Caivano nel 2014. «Non si può ignorare che questo padre ha già subito la perdita tragica di una figlia», si legge nelle dichiarazioni riportate dai legali, che insistono sull’urgenza di valutazioni accurate per evitare traumi ulteriori e una destabilizzazione emotiva dell’intero nucleo.
Rimane da chiarire, al momento, il quadro giuridico della misura, il contenuto del fascicolo e i tempi di un eventuale riesame. La versione pubblica finora è quella fornita dalla famiglia e dai suoi avvocati, senza che altre parti interessate abbiano confermato i dettagli in via ufficiale. Restano inoltre da definire eventuali sviluppi procedurali e quali passi compieranno le istituzioni per bilanciare la tutela dei minori con i diritti dei genitori.
In questo contesto, la vicenda richiama ancora una volta la delicatezza delle misure di protezione dei minori: da una parte la necessità di garantire condizioni idonee e la sicurezza dei bambini, dall’altra la legittima esigenza di evitare interventi che possano arrecare danni psicologici irreversibili. Il nodo resta la verifica dei presupposti giuridici della decisione e la trasparenza dell’iter che ha portato all’allontanamento, per definire quale sia davvero il miglior interesse dei tre piccoli oggi affidati a una casa-famiglia.
