Donnaregina si riaccende come laboratorio urbano di cultura e partecipazione. Metamorfosi – Ciò che resta diventa musica trasforma la riapertura del Complesso in un progetto in grado di mettere in circolo arte, patrimonio e nuove opportunità per i giovani, unendo Donnaregina Nuova e Donnaregina Vecchia in un percorso diffuso che supera la tradizionale grande mostra.
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte figure di vertice istituzionali e delle fondazioni che animano l’iniziativa: l’Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia; Ninni Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania; Teresa Armato, assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli; Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti; Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina – MADRE; e Vincenzo Porzio, direttore della Fondazione Napoli C’entro. Una cornice istituzionale che, nell’occasione, ha dato valore al tema della mostra diffusa e al suo fil rouge con la partecipazione giovanile e sociale. Come emerge dalla ricostruzione pubblicata da cronachedellacampania.it, la sinergia tra realtà religiose, culturali e sociali è al centro della ribalta donata al progetto.
La mostra continua a espandersi lungo il perimetro del Complesso, ma è soprattutto il significato del progetto a distinguersi: Metamorfosi nasce nell’ambito del Museo Diocesano Diffuso (MUDD), un’iniziativa della Chiesa di Napoli che mira a restituire porzioni significative del patrimonio artistico e religioso alla cittadinanza, affidando alle nuove generazioni ruoli concreti di accoglienza, gestione e narrazione. Dal lancio del progetto, nel novembre 2024, sono stati formati sessanta giovani: diciannove di loro hanno già trovato posto stabile, tredici sono in tirocinio e l’afflusso di visitatori ha toccato quota 180mila, dati aggiornati a luglio 2026.
A partire da domani, mercoledì 18 settembre 2026, Donnaregina Nuova e Donnaregina Vecchia saranno aperte gratuitamente al pubblico, sette giorni su sette, dalle 10:00 alle 17:00, previa prenotazione sul sito muddnapoli.it. L’apertura gratuita amplia una logica di fruibilità che accompagnerà il percorso espositivo, offrendo alla cittadinanza l’opportunità di ancorare la mostra a un circuito di visita permanente e accessibile.
L’inaugurazione ha visto anche una suggestiva contaminazione tra musica e laboratorio: l’Orchestra Tornaccantà ha eseguito strumenti nati nei laboratori del carcere di Secondigliano, in un’operazione che testimonia come l’arte possa trasformare materiali, contesti e storie diverse in un linguaggio condiviso. Accanto alla musica, la Cooperativa La Sorte ha attivamente contribuito a mettere in luce il valore della cooperazione sociale come percorso di inclusione e formazione.
La mostra è realizzata nel quadro del Progetto XXI della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, in collaborazione con Fondazione Napoli C’entro ETS, nell’ambito dell’intervento “MUSEO MADRE” – Programmazione FSC 2021-2027 della Regione Campania. Un assetto che segnala come la cultura possa servire da ponte tra memoria religiosa, creatività contemporanea e opportunità di inserimento nel mondo del lavoro per i giovani della città.
Per chi volesse visitare o pianificare una visita, il consiglio è di consultare muddnapoli.it per orari, disponibilità e condizioni di prenotazione. L’operazione Donnaregina, con la sua apertura diffusa e la sua attenzione alle nuove generazioni, sembra per ora un tentativo concreto di intrecciare patrimonio, trasparenza e partecipazione, offrendo alla città un modello di fruizione che guarda al futuro senza rinunciare al passato. Secondo la ricostruzione di cronachedellacampania.it, l’iniziativa proseguirà su questa linea di sviluppo, aprendosi a nuove sedi e consolidando la rete tra istituzioni, associazioni e cittadini.
