Torre del Greco, una notte di movida finita in tragedia: nel cuore della zona centrale della città, tra locali affollati e passanti spaventati, un banale invito a una sigaretta ha innescato una spirale di violenza che continua a lasciare interrogativi. L’episodio, accaduto nella notte tra sabato 12 e domenica 13 settembre in via Marconi, è stato raccontato agli uomini dell’Arma come l’esito di un’aggressione brutale scatenata da motivi ritenuti futili. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la dinamica è stata aggiornata passo passo dalle immagini delle telecamere presenti sul posto e dalle testimonianze raccolte poco dopo.
I Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno chiuso il cerchio su quanto accaduto arrestando un ventunenne del posto, gravemente indiziato di tentato omicidio, porto di arma clandestina con matricola abrasa e ricettazione. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, condividendo le richieste della Procura, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato. Un segnale forte, secondo gli investigatori, di una notte in cui la violenza è sembrata scorrere all’interno di un gruppo di giovani.
La ricostruzione fornita agli inquirenti evidenzia come l’aggressione non sia stata una casualità: un branco di ragazzi avrebbe preso di mira un coetaneo, la cui “colpa” sarebbe stata chiedere di accendere una sigaretta a una giovane presente nel gruppo, a causa di un guasto all’accendino. Da quel soffio di intolleranza è nata una sparatoria che ha cambiato volto alla serata: in mezzo alla folla, un colpo dopo l’altro è stato esploso da un’arma da fuoco, e almeno cinque proiettili hanno trovato il bersaglio.
Un primo bilancio indicava un ferito leggero: un giovane rimasto ferito al piede da un proiettile vagante, considerato inizialmente estraneo alla contesa. Tuttavia, l’analisi delle prove ha svelato una realtà diversa: il bersaglio reale era un altro ragazzo, che inizialmente aveva negato di essere stato colpito. L’esito della visita medica ha però rivelato la gravità del ferro: una ferita d’entrata e una d’uscita all’altezza dell’inguine destro, zona vitale, testimonianza di una lesione mirata e potenzialmente letale.
La perquisizione domestica eseguita nell’abitazione dell’indagato ha portato al sequestro dell’arma clandestina utilizzata nell’agguato, nonché degli abiti indossati quella notte. Durante gli interrogatori, l’arrestato avrebbe ammesso di aver premuto il grilletto, ma avrebbe teso a caratterizzare l’azione come meno determinata, tentando di ridimensionare la portata della sua condotta. Le risultanze della perizia balistica e l’analisi delle immagini non hanno lasciato dubbi agli investigatori, che hanno continuato a ricostruire la verità operativa della vicenda.
Il procedimento, al momento, procede in sede di indagini preliminari. In un quadro fatto di prudenza e presunzione di innocenza, le conclusioni definitive spettano agli organi giudiziari competenti. Le difese potranno ricorrere al Tribunale del Riesame, mentre le autorità invitano alla calma e alla prudenza, invitando a attendere gli esiti delle verifiche tecniche e delle deposizioni. In assenza di ulteriori sviluppi, resta confermata la cornice di una notte segnata da una violenza improvvisa e dalle conseguenze pesanti per chi è stato coinvolto.
Fonte: secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it.
