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Cronaca

Avellino: sei anni dopo la scomparsa di Domenico Manzo, figlia e coppia rinviate a giudizio per omicidio e occultamento; udienza 17 febbraio 2027

Avellino: sei anni dopo la scomparsa di Domenico Manzo, figlia e coppia rinviate a giudizio per omicidio e occultamento; udienza 17 febbraio 2027

Avellino, sei anni dopo la scomparsa di Domenico Manzo, il caso approda a processo. Il gup Giulio Argenio ha rinviato a giudizio la figlia Romina Manzo e la coppia formata da Loredana Scannelli e Alfonso Russo; l’udienza è fissata al 17 febbraio 2027, secondo cronachedellacampania.it. Il procedimento riguarda una vicenda che ha tenuto banco tra cronache locali e TV nazionali fin dall’allontanamento dell’uomo dalla casa dove la figlia stava festeggiando il suo ventesimo compleanno in un contesto segnato dalle restrizioni del Covid.

Le accuse, formulate al momento del rinvio, sono differenziate: Romina Manzo è chiamata a rispondere di favoreggiamento; Scannelli e Russo sono imputati di omicidio aggravato da motivi abietti e occultamento di cadavere. Secondo l’accusa, Domenico Manzo sarebbe stato ucciso e il corpo nascosto, una dinamica che il dibattimento dovrà accertare con l’apporto delle prove raccolte durante le indagini.

La scomparsa risulta riferita alla sera dell’8 gennaio 2021: Manzo, muratore di Prata Principato Ultra, sarebbe uscito dall’abitazione dove era in corso una festa per la figlia, in un periodo segnato dalle limitazioni imposte dalla pandemia. Si è trattato di una lite che, secondo quanto riferito nel corso delle indagini, sarebbe scoppiata in concomitanza con la situazione sanitaria e la convivenza familiare, portando a una perdita di contatto che non si è più riacceso.

Negli anni la vicenda ha trovato ampia copertura mediatica, anche attraverso trasmissioni come Chi l’ha visto?. Gli imputati hanno sempre proclamato la propria innocenza e respinto ogni addebito, ribadendo la loro estraneità rispetto alle accuse formulate. La ricostruzione resta al centro della discussione processuale e, in aula, saranno esaminate le prove e le posizioni dei tre imputati per definire ruoli e responsabilità.

Secondo la parte civile, rappresentata dalla sorella e dal fratello di Domenico Manzo, l’uomo sarebbe stato ucciso perché contrario alla frequentazione tra Romina e la coppia Scannelli-Russo. La difesa dei familiari ha indicato anche l’elemento del presunto sfruttamento economico della giovane, che avrebbe beneficiato di un ingente risarcimento in seguito a un incidente stradale; tali elementi fanno parte della cornice accusatoria su cui si concentra la loro ricostruzione.

Il dibattimento, unico strumento per fare luce su quanto accaduto, dovrà valutare la coerenza delle testimonianze e le prove raccolte, distinguendo chiaramente fatti accertati da ipotesi investigative. L’apertura del processo, prevista per febbraio 2027, rappresenta il passaggio cruciale per verificare chi tra gli imputati possa essere ritenuto responsabile della scomparsa e, se del caso, delle conseguenze che ne sono derivate.

La vicenda resta aperta: la Courtroom di Avellino dovrà ricostruire la sequenza degli eventi, chiarire i ruoli e fornire una risposta definitiva su una scomparsa che continua a inquietare la comunità di Prata Principato Ultra e l’intera Irpinia. Nel frattempo, restano da accertare ulteriori dettagli che potrebbero emergere nel corso del dibattimento, con l’esito del processo che potrebbe incidere anche sulle dinamiche famigliari legate al lutto e all’immagine pubblica dei protagonisti.

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