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Napoli accoglie Incarnazioni: Notte dei Filosofi 2026 dal 12 al 15 novembre tra scuole, dibattiti e performance

Napoli accoglie Incarnazioni: Notte dei Filosofi 2026 dal 12 al 15 novembre tra scuole, dibattiti e performance

Napoli accende la Notte dei Filosofi con Incarnazioni, un percorso urbano che trascina filosofia, arte e corpo fuori dalle aule e dentro la città, dal 12 al 15 novembre. Inaugura la Casa della Pietrasanta, ma il cuore dell’evento batte tra scenari e luoghi diversi, testimoniando una tradizione che trasforma la notte in forum di pensiero e relazione.

La diciassetesima edizione della manifestazione, giunta in questa formula itinerante all’undicesima edizione e intitolata Incarnazioni, conferma Napoli come palcoscenico di dialogo tra cultura, istruzione e creatività. L’obiettivo è muovere la filosofia tra chiese, sale, strade e piazze, mantenendo intatta la logica di confronto pubblico pur con i luoghi che cambiano di giorno in giorno. L’iniziativa è promossa da Filosofia fuori le Mura con il patrocinio del Comune di Napoli e vede la collaborazione di Pietrasanta Polo Culturale ETS, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Gabbianella Events, Note d’Autunno e Pellegrini di Pace. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la cornice è quella di una città che diventa aula all’aperto, capace di restituire ai cittadini domande sul corpo, sulla memoria e sulla convivenza.

Il programma presenta tre giorni di incontri pubblici, passeggiate e performance, ma anche una giornata di avvio dedicata agli studenti. Giovedì 12 novembre, infatti, è prevista una mattinata riservata alle scuole presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: studenti degli istituti superiori Umberto I e Vittorio Emanuele II-Garibaldi hanno l’opportunità di partecipare a sessioni guidate da studiosi e filosofi. Le discussioni toccano temi tra corpo, salute e società, offrendo agli studenti strumenti per riflettere sul rapporto tra fisicità, identità e cultura.

Venerdì 13 novembre, alle 17.30, al Pietrasanta, si accende la prima serata pubblica con l’intervento di Giuseppe Ferraro su “Il corpo, la carne e l’anima del mondo”. Segue un itinerario di temi correlati: “Il corpo di Napoli” esplora la relazione tra città e corporeità, e “Incarnare la pace” affronta dimensioni di convivenza e dialogo civile. A chiusura della sessione, interventi di Stefania Abbate e Mohamed Amine Taghouti della comunità SABIR della Cooperativa LESS su memoria e presente, e la riflessione di Filomena Nardelli sull’aspetto spirituale dello yoga come custodia dell’anima.

Sabato 14 novembre prosegue con Dialoghi guidati da Simona Marino. A parlare di desiderio, tecnologia e identità arrivano Porpora Marcasciano, sociologa e attivista, e Tiziana Terranova, docente dell’Università L’Orientale, che affrontano “Soggetto desiderante e favolose incarnazioni” e “La carne della macchina”. Il pomeriggio si chiude con una voce rappresentativa della diaspora e della cultura palestinese, Ali del Centro Culturale Handala, che propone una riflessione sull’incarnare la terra. Il giorno si chiude con una cornice di riflessione su corpo e spiritualità.

Domenica 15 novembre è dedicata a una passeggiata pensata come percorso di pensiero: da Largo Sant’Aniello a Caponapoli fino alla Pietrasanta, dove la giornata si conclude con danza e voce di Nicoletta Serio, tratta da L’anima e la danza di Paul Valéry. Nel complesso, la manifestazione consolida l’idea di un corpo politico, non solo testimone del presente ma intreccio di relazioni e responsabilità collettiva.

Parallelamente, la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta ospita una mostra fotografica di Elèna Lucariello, offrendo una chiave visiva alle riflessioni in corso. Il filosofo dell’amore, delle carceri, dell’infanzia e della strada richiama un tema centrale: il corpo è vista e relazione, esposta, fragile e al tempo stesso ferma volontà di sapere. La felice convivenza tra luoghi, linguaggi e persone invita a rivedere il modo di abitare la città, riconoscendo che la felicità non è conquista ma scelta politica.

In questa cornice, Notte dei Filosofi incarna una filosofia praticabile: portare pensiero, corpo e memoria nelle strade, trasformando Napoli in un laboratorio di educazione civica e di convivenza. Il pubblico, soprattutto i giovani, resta al centro di una domanda: come incarnare la pace, la memoria del presente e la bellezza del pensiero nella vita quotidiana della città.

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