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Finti carabinieri tra Cesena e Perugia: due donne napoletane raggiunte da misure cautelari per truffe agli anziani

Finti carabinieri tra Cesena e Perugia: due donne napoletane raggiunte da misure cautelari per truffe agli anziani

Due donne residenti nella provincia di Napoli, di 32 e 34 anni, sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine su una truffa ai danni di un’anziana a Cesena e su un tentativo di raggiro nel Perugino. Le misure, emesse dal gip del Tribunale di Forlì, sono state eseguite dai carabinieri di Borello, nel Cesense, con il supporto dei militari delle compagnie di Napoli Vomero-Arenella e Giugliano in Campania. Le indagate, ritenute responsabili, in concorso, di truffa e tentata truffa aggravata, hanno età di 32 e 34 anni.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, le due donne avrebbero operato con la tecnica del cosiddetto «finto carabiniere», una mossa utilizzata per conquistare la fiducia delle vittime e indurle a consegnare denaro o oggetti di valore. In Cesena è stata raggirata una donna di 67 anni; nel territorio del Perugino, invece, l’obiettivo era un’anziana di 86 anni. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di bloccare le presunte responsabili e di avviare gli accertamenti necessari a chiarire la dinamica dell’episodio.

L’ordo di custodia cautelare è stato applicato nei confronti della donna di 32 anni, inizialmente sottoposta agli arresti domiciliari, ma concesso, a seguito di accertamenti sulle evasioni dalla misura, il trasferimento in carcere. Per la complice di 34 anni, i carabinieri hanno invece mantenuto la misura degli arresti domiciliari.

L’indagine è partita nell’ottobre 2026, quando le due donne erano state fermate in flagranza dai carabinieri di Perugia, su segnalazione dei colleghi di Cesena. Stando alla ricostruzione, l’azione criminale avrebbe preso di mira anziani residenti in due regioni lontane tra loro, dimostrando una capacità operativa transregionale che ha richiesto l’impegno coordinato tra diverse realtà territoriali delle forze dell’ordine italiane.

Le accuse al momento restano da verificare nel corso dei procedimenti giudiziari, e la fase investigativa continua per accertare eventuali ulteriori episodi e responsabilità. Le autorità hanno sottolineato la necessità di distinguere tra fatti accertati e ipotesi investigative, evitando valutazioni definitive prima dell’esito delle prossime verifiche.

Il caso, che vede protagoniste due donne provenienti dalla Campania messe a confronto con episodi di truffa ai danni di anziani in due contesti regionali, rimane emblematico di una categoria di raggiri che si nutre della fiducia e dell’assenza di difese immediate da parte delle vittime. Nella ricostruzione degli investigatori, la chiave è stata l’uso di una mistificazione legata all’identità di ufficiali dello Stato, una dinamica che ha richiesto un controllo stretto delle condizioni delle misure cautelari e una verifica puntuale di eventuali ulteriori contatti.

La vicenda resta aperta: gli sviluppi giudiziari dovranno chiarire responsabilità, eventuali complici e la reale estensione delle truffe, offrendo un quadro più completo su una pratica increasingly diffusa che colpisce le persone più vulnerabili.

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