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Costiera Amalfitana in fiamme: evacuazioni precauzionali e chiusure stradali, ipotesi dolosa in corso

Costiera Amalfitana in fiamme: evacuazioni precauzionali e chiusure stradali, ipotesi dolosa in corso

Costiera Amalfitana in bilico tra fuoco e responsabilità: sicurezza, ambiente e segnali di allarme

Una notte di fuoco ha ridisegnato la mappa della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina, mettendo a dura prova abitazioni, giardini e spazi pubblici. Il fronte di fiamme si è sviluppato su più versanti, estendendosi da Positano ad Amalfi, toccando Agerola e l’area di Vico Equense, con un tratto di macchia mediterranea andato completamente in cenere tra Tordigliano, Monte Comune e Arola. Il quadro è stato reso particolarmente sfidante dalle raffiche di vento e dalla morfologia impervia dei rilievi, che hanno complicato le operazioni di spegnimento. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’ampiezza dell’emergenza ha richiesto un ingente sforzo di vigili del fuoco e l’impiego di mezzi aerei, tra cui due Canadair e diversi elicotteri. L’imbrunire ha lasciato intravedere un tratto di costa martoriato, con focolai che hanno interessato aree sensibili lungo la costa e nell’entroterra.

La gestione delle fiamme è stata resa ardua non solo dal vento, ma anche dalla difficoltà di accesso ai versanti interessati. In questa cornice, i soccorritori hanno dovuto operare con prudenza, coordinando interventi a terra e dall’aria per contenere i fronti e proteggere abitazioni e infrastrutture turistiche. Le condizioni hanno imposto una logistica complessa, con chiusure viarie e deviazioni per garantire la sicurezza di residenti e visitatori.

Sul fronte politico-amministrativo è emersa una lettura comune di estrema cautela. La sindaca di Positano, Gabriella Guida, ha espresso l’ipotesi che si tratti di un incendio di natura dolosa, segnalando ostacoli derivanti dal vento durante le operazioni di spegnimento e sottolineando che il fronte tra Positano e Vico Equense è stato particolarmente delicato. La sindaca ha poi richiamato l’esigenza di comprendere la portata reale dei danni nelle prossime settimane e mesi, anche in chiave di dissesto idrogeologico. Agerola ha vissuto evacuazioni precauzionali: il vicesindaco Luca Mascolo ha parlato di una possibile azione criminale e ha quantificato, pur con cautela, la distruzione di decine di ettari di macchia mediterranea. Se confermata l’origine dolosa, ha avvertito Mascolo, si sarebbe messo in pericolo un territorio già fragile.

Anche Amalfi ha espresso la sua preoccupazione. Il sindaco Daniele Milano, al timone della comunità per oltre un decennio, ha riferito di non aver mai assistito a una emergenza simile e ha escluso, almeno in questa fase, che si tratti di roghi naturali; fortunatamente non ci sono stati feriti o danni a persone o edifici residenziali, sebbene giardini e terrazze agricole siano stati interessati dall’ondata di fuoco.

La viabilità ha risentito in modo significativo dell’evento: è stato chiuso un tratto della Statale 163 Amalfitana tra Piano di Sorrento e Vico Equense, con ulteriori limitazioni su Amalfi (ex Statale Agerolina) che hanno impedito ai bus della Sita di raggiungere Agerola. Per i mezzi leggeri è stata indicata una via alternativa lungo la stradina di San Pancrazio, che collega Conca dei Marini alla Costiera. Anche Positano ha visto la chiusura delle strade per ragioni di sicurezza, concentrando le operazioni sul versante marino.

La notte ha lasciato una prima traccia di miglioramento: il fronte costiero è stato sostanzialmente spento, mentre le squadre a terra hanno concentrato gli sforzi sulla bonifica di braci e focolai residui. Nell’area alle spalle di Positano, la situazione è stata dichiarata sostanzialmente sotto controllo, anche se restano da valutare gli effetti a medio-lungo termine della distruzione della vegetazione e l’eventuale amplificazione della vulnerabilità dei versanti alle successive precipitazioni.

In questa cornice si inserisce l’intervento di Legambiente Campania. Mariateresa Imparato ha espresso preoccupazione e sdegno per la devastazione causata dalle fiamme, rifiutando l’idea che si possa trattare di una fatalità. L’associazione ha richiamato l’urgenza di un approccio integrato per la lotta agli incendi boschivi, con attenzione a prevenzione, rilevamento, monitoraggio e contrasto attivo, oltre a una migliore sinergia tra piani antincendio, forestali e adattamento ai cambiamenti climatici. Un invito a ribaltare la logica dell’emergenza come evento episodico e a dotare il territorio di strumenti di prevenzione e controllo più efficaci, inclusa la revisione del catasto delle aree percorse dal fuoco.

Il bilancio definitivo resta da quantificare. L’emergenza ha già rivelato la fragilità ambientale della zona e ha acceso un dibattito sulle politiche di prevenzione e protezione. Il timore espresso dagli amministratori è che la perdita di vegetazione possa tradursi, in futuro, in problemi di dissesto idrogeologico, soprattutto in corrispondenza dei versanti più esposti. In attesa di ulteriori verifiche, resta prioritario monitorare l’evoluzione della situazione e scrivere nuove regole di prevenzione che coinvolgano enti locali, protezione civile e comunità.

Nota: questa trattazione editoriale adotta i fatti comunicati dalle autorità e dalle fonti disponibili, mantenendo la necessaria cautela sulle ipotesi relative all’origine dell’incendio. Fonte: www.cronachedellacampania.it.

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