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Balzana confiscata ai Casalesi diventa parco agroalimentare: circa 27 milioni per Santa Maria La Fossa

Balzana confiscata ai Casalesi diventa parco agroalimentare: circa 27 milioni per Santa Maria La Fossa

Balzana: da bene confiscato a parco agroalimentare della Campania, una rinascita per Santa Maria La Fossa

A Santa Maria La Fossa Balzana corre verso una nuova funzione di rilancio produttivo-sociale: un vasto complesso agricolo confiscato ai Casalesi è destinato a rinascere come Parco agroalimentare dei prodotti tipici della Campania, con spinta su produzione, trasformazione, formazione, ricerca e turismo rurale.

La giornata di oggi ha avuto il suo centro al centro di educazione ambientale e documentazione ambientale “Pio La Torre”: dopo il convegno sulle politiche di coesione e sui beni confiscati, è seguito un sopralluogo sul sito della Balzana. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’obiettivo è restituire alla comunità una funzione produttiva e trasformare l’area in un modello di rinascita e riqualificazione. Il sito si estende su circa 200 ettari di terreni, abitazioni e strutture rurali confiscate nel 2017 e affidate al Comune di Santa Maria La Fossa.

La visita è stata guidata da una delegazione di rilievo istituzionale: al centro dell’incontro c’erano il ministro per le Politiche di coesione Tommaso Foti, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri. Il linguaggio comune è stato quello di una destinazione sociale dei patrimoni sottratti alla criminalità, con una prospettiva di applicazione anche a realtà piccole e non sempre in prima fila nelle priorità dell’agenda regionale. L’obiettivo è far diventare Balzana un punto di riferimento nazionale sul riuso dei beni confiscati, dentro una cornice di sviluppo locale e di opportunità occupazionali.

Sul piano finanziario, il progetto ha già assorbito circa 27 milioni di euro: 8,5 milioni stanziati dall’IN/ENTE CIPESS per completare il Lotto 4 e recuperare la zona residenziale del villaggio agricolo, accanto ai circa 4,5 milioni di euro già erogati dalla Regione Campania in due interventi distinti. Per completare l’opera e renderla pienamente operativa servono ulteriori 15,5 milioni di euro; la possibilità di un progetto esecutivo anche per il quinto lotto alimenterebbe la prospettiva di erogazioni nell’ambito della quarta e della quinta tranche previste.

La delegazione ha ricevuto rassicurazioni su tempi e modalità di sviluppo: la Balzana dovrà tornare a essere “un corpo vivo” per la comunità locale e, potenzialmente, a una scala che possa ispirare modelli nazionali di gestione dei beni confiscati. L’impegno è stato ribadito anche dall’amministrazione regionale, che ha sottolineato come la Regione sia già intervenuta finanziariamente e continui a sostenere il progetto, evidenziando la capacità del sito di coprire una delle aree confiscate più estese della regione e la sua vocazione per l’agricoltura e lo sviluppo territoriale. Anche ANBSC e l’ufficio del Commissario Prefetto hanno enfatizzato i progressi e la necessità di accelerare l’assegnazione, la ristrutturazione e la fruibilità dei beni confiscati.

Tra le presenze istituzionali, hanno partecipato il sindaco Nicolino Federico e, a margine, la presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, che hanno sollecitato risorse sufficienti per concludere i lavori e alimentare la destinazione produttiva del bene. L’amministratore delegato di Agrorinasce, Giovanni Allucci, ha insistito sull’importanza strategica del progetto come modello di recupero e riuso, con l’obiettivo di generare occupazione e socialità all’interno del parco.

Il progetto Balzana, oltre a perseguire una trasformazione fisica del sito, sembra profilarsi come banco di prova per pratiche di riuso efficiente dei beni confiscati: dalla trasformazione di prodotti tipici alla creazione di spazi di lavoro e di vita condivisa, con l’aspirazione di trasformare la Balzana in un riferimento non solo locale, ma anche internazionale. I passi futuri prevedono l’accelerazione dei lavori del Lotto 4 e l’avvio della progettazione del Lotto 5, per garantire che la Balzana resti vitale finché produttiva.

Fonte: www.cronachedellacampania.it

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