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Avellino, tensione al carcere: detenuti protestano per acqua calda e sovraffollamento

Avellino, tensione al carcere: detenuti protestano per acqua calda e sovraffollamento

Una notte di tensione ha scosso la Casa Circondariale di Avellino: poco prima della mezzanotte, alcuni detenuti della Sezione Comuni avrebbero protestato per la mancanza di acqua calda e tentato di forzare lo sbarramento usando un carrello destinato al vitto. L’episodio ha generato momenti di forte attivazione all’interno del penitenziario, con reparti in allerta e personale operativo impegnato a mantenere l’ordine.

Secondo quanto riferito dal sindacato UILFP Polizia Penitenziaria, l’origine della protesta sarebbe individuata proprio nell’assenza di acqua calda, una situazione che avrebbe fatto crescere la frizione all’interno del reparto e portato alcuni detenuti a cercare di oltrepassare le barriere di sicurezza. La ricostruzione, raccolta in queste ore dai rappresentanti sindacali, mette in evidenza un episodio che, seppur circoscritto, ha lievemente aumentato la pressione sul personale in servizio durante la notte. Secondo le informazioni disponibili, l’intera vicenda è stata riportata anche da cronachedellacampania.it.

A evitare che la situazione degenerasse è intervenuta la Sorveglianza Generale, affiancata dai poliziotti penitenziari presenti in servizio. Nonostante le condizioni operative particolarmente delicate e la carenza di personale, gli operatori hanno riportato la situazione sotto controllo nel giro di poche ore, riuscendo a contenere i movimenti dei detenuti e a ristabilire l’ordinario.

“Colleghi costretti a lavorare in condizioni difficili”, ha sintetizzato il delegato Ciampi della UILFP, sottolineando che l’episodio ha messo in luce una realtà quotidiana fatta di turni pesanti e gestione di emergenze in contesti non facili. Ciampi ha inoltre evidenziato come stiano emergendo segnali di comportamenti non consoni alla vita detentiva, con alcuni detenuti che, nonostante le tensioni, continuerebbero a restare all’interno della struttura, una situazione che richiede attenzione e risposte dall’Amministrazione.

L’allarme lanciato dal sindacato è stato rilanciato anche da Raffaele Troise, responsabile UILFP Polizia Penitenziaria, che ha indicato sovraffollamento e carenza di personale tra le criticità principali della struttura. “La situazione è al limite”, avrebbe osservato Troise, richiamando l’esigenza di interventi strutturali più ampi per evitare che episodi simili si ripetano. Per il dirigente sindacale, non è sufficiente affidarsi a interventi spot: serve un trattamento organico delle condizioni operative che, al momento, restano una fonte costante di rischio.

“Non possiamo continuare a chiedere agli agenti di fronteggiare ogni situazione mettendo in campo professionalità e senso del dovere, senza intervenire sulle cause che generano continuamente tensioni”, è la chiusura che chiude la lettura di questa notte di agitazione. La UILFP, pur riconoscendo la professionalità dimostrata dal personale intervenuto, avverte che senza misure strutturali il fronte operativo resta vulnerabile e il rischio di nuove escandescenze resta alto.

Nel complesso, l’episodio di Avellino mette in luce una realtà comune agli penitenziari italiani: sovraffollamento, gestione delle risorse umane e condizioni operative che, in assenza di interventi mirati, rischiano di trasformarsi in un terreno di ulteriore tensione. La UILFP continua a chiedere un approfondimento serio sulle misure necessarie per garantire sicurezza, tutela delle persone detenute e tranquillità del personale, al fine di prevenire che episodi simili si ripetano nelle prossime settimane.

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