Titolo: Quarto, morte sul lavoro: due indagati e nuove verifiche sull’impianto elettrico
Quarto, Napoli – Salvatore Russo, operaio puteolano di 54 anni, è morto il 30 giugno 2026 folgorato da un cavo elettrico scoperto durante un intervento in un giardino del comune di Quarto. L’episodio ha innescato un’inchiesta affidata dalla Procura di Napoli, che al momento procede nel segno della prudenza e della tutela della presunzione di innocenza.
Nel registro degli indagati figurano due persone, accusate dall’autorità giudiziaria di omicidio colposo. Il lavoro degli inquirenti è ancora in corso: la posizione dei due indagati resta al vaglio, e la dinamica completa dell’evento è oggetto di verifiche tecniche e di ricostruzioni in corso. Il procedimento, come da prassi, procede senza alcuna presunzione di colpevolezza nei confronti degli interessati.
La Procura ha disposto accertamenti tecnici irripetibili, finalizzati a chiarire la matrice tecnica della tragedia. Gli interventi di laboratorio e di analisi devono stabilire le caratteristiche dell’impianto elettrico coinvolto, verificare se fosse conforme alle norme vigenti, accertare l’eventuale presenza e efficacia di dispositivi salvavita e verificare se siano state adottate cautele adeguate al tipo di lavoro in corso. Si analizzerà anche se la rete elettrica fosse protetta da interruttori differenziali e se siano state rispettate le procedure di sicurezza nell’operatività sul campo.
I familiari della vittima sono assistiti dagli avvocati Francesco Petruzzi e Leopoldo Perone. Gli accertamenti tecnici hanno in programma l’inizio per il 23 settembre 2026 e costituiscono la tappa chiave per comprendere le cause della morte e per definire eventuali responsabilità, nel rispetto dei principi di giustizia e di difesa.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la vicenda riaccende l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nei cantieri privati e sulla necessità di verifiche puntuali degli impianti elettrici impiegati in lavori di manutenzione e giardinaggio. Il contesto resta, però, privilegiato dall’obbligo di distinguere fatti accertati da ipotesi investigative: al momento, la procura procede con cautela, affidando alle perizie tecniche il compito di delineare la realtà delle responsabilità.
Resta da chiarire il quadro pratico delle responsabilità nel caso, nonché l’effettiva applicazione delle norme di prevenzione e protezione nei cantieri interessati dall’intervento. Le conclusioni dipenderanno dall’esito delle verifiche tecniche e dall’esame delle posizioni dei due indagati, sempre entro i limiti imposti dalla presunzione di innocenza e dalla prudenza che accompagna ogni fase dell’indagine.
In attesa di sviluppi, la vicenda evidenzia l’esigenza di una metodologia rigorosa nel controllo della sicurezza sul lavoro: dalla scelta degli strumenti al rispetto delle norme, passando per la formazione del personale e la manutenzione degli impianti. Proseguiranno le attività della Procura per chiarire dinamiche, responsabilità e, soprattutto, quali misure preventive possano prevenire futuri incidenti simili, nel pieno rispetto dei tempi e dei principi della legge.
