Pompei riscopre la vendemmia tra domus e vigneti: inaugurata la Festa del Vino al Parco Archeologico
Nel cuore degli Scavi di Pompei, la vendemmia torna a raccontarsi in chiave contemporanea. Giovedì 16 settembre prende il via la Festa del Vino, manifestazione che segna l’apertura della prima fase produttiva del progetto vitivinicolo nato dalla collaborazione pubblico-privata tra il Gruppo Tenute Capaldo e le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco. L’azione unisce ricerca, cultura e tradizione, restituendo ai visitatori un rituale antico completamente reinterpretato in chiave di divulgazione e partecipazione.
L’iniziativa va oltre la semplice raccolta delle uve: rappresenta una restituzione collettiva di una pratica agricola che, nella Pompei antica, era parte integrante della vita quotidiana. Per il Parco Archeologico di Pompei, l’operazione ha un valore sia simbolico sia scientifico, perché i 14 piccoli vigneti collocati all’interno delle Domus del Parco occupano poco più di un ettaro ma permettono di osservare da vicino tecniche di viticoltura vesuviana, oggi al centro di studi e didattica per turisti e studenti. A bordo, figure di rilievo del mondo agricolo e della gestione territoriale: Pierpaolo Sirch, agronomo di Feudi di San Gregorio, Antonio Capaldo (presidente di Feudi di San Gregorio) e Gabriel Zuchtriegel, direttore del sito pompeiano, accompagneranno i visitatori lungo un percorso di conoscenza che fonde passato e presente.
Il programma di giornata è pensato per offrire un’esperienza completa: alle 15.00, nel Vigneto del Foro Boario, sono previsti laboratori e percorsi didattici destinati a bambini e ragazzi, curati dal Pompeii Children’s Museum; l’offerta è su prenotazione, consultabile sul sito dedicato. Alle 16.00, tra l’Orto dei Fuggiaschi e un Triclinio all’aperto, le guide conducono tra filari e tratte storiche, illustrando le pratiche di impianto e la storia della viticoltura nell’area vesuviana. Un momento clou è alle 16.30, quando il Vigneto della Casa del Triclinio, con ingresso da Piazza Anfiteatro, ospita la narrazione del progetto, il taglio simbolico delle uve e un brindisi con i vini Feudi di San Gregorio. A corredo, degustazioni di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia, e di altri prodotti della Parvula Domus, la fattoria culturale e sociale del sito.
L’intera iniziativa è concepita come una esperienza di contaminazione tra ricerca, didattica e produzione. Il raccolto 2026 coinvolge 14 vigneti sparsi tra le Domus del Parco, estendendosi su una superficie totale ancora contenuta, ma con una forte vocazione sperimentale: osservare, insegnare e condividere la cultura del vino come parte integrante del patrimonio culturale pompeiano. Oltre agli protagonisti istituzionali, la giornata intende offrire al pubblico un dialogo tra archeologia e agricoltura sostenibile, con la possibilità di comprendere come un paesaggio millenario possa trasformarsi in laboratorio vivo.
Come partecipare? L’appuntamento è integrato nel normale percorso di visita al Parco Archeologico di Pompei; per il momento clou della Festa del Vino si incontra al Vigneto della Casa del Triclinio all’aperto, con accesso consigliato da Piazza Anfiteatro, a partire dalle 16.30. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’attuale stagione culturale del sito, che continua a valorizzare l’aspetto dionisiaco della vita antica attraverso attività mirate a pubblico adulto e familiare.
La dimensione territoriale resta centrale: Pompei non è solo un sito di eccezionale rilevanza archeologica, ma anche un laboratorio di sperimentazione agricola e culturale che mette in relazione storia, territorio e comunità. In questo contesto, la Festa del Vino si propone come cornice di dialogo tra le stanze della storia e i filari che un tempo alimentavano la convivialità degli antichi abitanti, ora reinterpretata per un pubblico moderno, curioso e attento alla sostenibilità.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’evento si configura come una esperienza integrata tra visita guidata, attività didattiche e degustazioni, offrendo una chiave di lettura originale su come la viticoltura possa convivere con la tutela del patrimonio. Un evento che, più che celebrare una tradizione, la aggiorna per raccontare una Pompei viva, che guarda al futuro senza allontanarsi dalla sua storia.
