Seguici
Notizie live
Caricamento...

Campania, allerta per morti bianche: 22 vittime in 4 mesi, è crisi nera

Scorri per leggere ↓

La Campania continua a piangere vittime sul lavoro: un quadro allarmante che richiede attenzione immediata

La Campania, purtroppo, non riesce a tirare un sospiro di sollievo sulla questione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Seppur si possa registrare una lieve diminuzione delle vittime, il numero di incidenti mortali rimane inquietante e porta la regione a essere ancora in “zona rossa” per il rischio lavoro. Tra gennaio e aprile di quest’anno, ben 22 persone hanno perso la vita lavorando o durante il tragitto casa-lavoro, un dato che, secondo i più recenti report, segna un calo del 18,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma il miglioramento è illusorio: rimaniamo ben al di sopra della media nazionale, con 10,8 morti ogni milione di occupati rispetto all’8,1% nazionale.

Come emerge da quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, Mauro Rossato, lancia un chiaro allarme: “Non basta una diminuzione delle vittime a far rientrare l’emergenza”. La percezione di insicurezza continua a serpeggiare tra i cittadini, e le aree più colpite, come Salerno e Caserta, presentano tassi di mortalità da lavoro significativamente superiori alla media. Salerno, in particolare, è la provincia con il tasso più alto di 21,7 morti per milione di occupati, portando la comunità locale a chiedere tote più serie misure di sicurezza.

Napoli, a sua volta, non può dirsi immune da questa triste statistica, registrando anch’essa nove decessi sul lavoro nei primi quattro mesi del 2026. Le famiglie delle vittime, nonostante il calo delle statistiche, continuano a vivere drammi personali che non possono essere ignorati. “Qualcuno dovrà pur spiegare come la nostra regione, pur avendo visto una leggera diminuzione, possa continuare a versare in uno stato così critico”, è il grido di dolore dei residenti, consapevoli che la questione non è solo numerica ma colpisce la vita di centinaia di famiglie.

La situazione non migliora nemmeno a livello di incidenti, dove si segnalano quasi 6.000 casi di infortuni. La fascia d’età più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni, seguita da quella tra i 35 e i 44, spingendo i cittadini a chiedere forme più capillari di prevenzione e controllo, soprattutto nei settori ad alto rischio, come quello delle costruzioni.

Il settore Edile, in particolare, sembra essere il più esposto: nei primi quattro mesi sono già state registrate quattro vittime. Questi numeri non fanno altro che risvegliare la necessità di misure più severe per la formazione e la sicurezza nei lavori. La questione si fa sempre più urgente e il dibattito pubblico è aperto. La società civile si interroga: “Quando si inizierà a vedere un vero cambiamento nella nostra regione?”

Tutti noi, cittadini di Napoli e della Campania, abbiamo il diritto di lavorare in sicurezza. È fondamentale continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressione affinché le istituzioni intervengano efficacemente. I dati parlano chiaro, ma la vera risposta dovrà arrivare dal tessuto sociale e politico della nostra bella regione, che ha bisogno di collaborare per non aggiungere nuovi nomi alla triste lista delle vittime sul lavoro.

Fonte