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L’asilo Olivetti torna a vita: la cooperativa Giglio scommette sul quartiere

La cooperativa sociale Giglio ha riaperto l’asilo Olivetti a Napoli: non solo cura per i più piccoli, ma un progetto pensato per rivitalizzare relazioni, lavoro di prossimità e servizi alle famiglie.

L’asilo Olivetti torna a vita: la cooperativa Giglio scommette sul quartiere

L’asilo Olivetti è tornato a ospitare bambini: la cooperativa sociale Giglio ha guidato la riapertura dello spazio per l’infanzia, pensato non solo come luogo educativo ma come nodo di welfare locale.

La novità sta tutta qui: non una semplice ripartenza, ma un progetto che mira a rimettere in movimento il tessuto sociale attorno alla struttura. La cooperativa Giglio ha ristrutturato e riattivato i locali, trasformandoli in uno spazio aperto alle famiglie — con servizi rivolti alla prima infanzia, momenti di aggregazione e percorsi che collegano cura, educazione e sostegno quotidiano.

Per chi vive la città questo significa cose concrete: un punto di riferimento per i genitori, occasioni di lavoro per operatori e educatori locali, e una presenza stabile che può contribuire a rendere più vivibile la strada e la piazza dove l’asilo si trova. Il modello scelto punta sulla prossimità: servizi calibrati sulle esigenze del quartiere, orari che tengono conto dei ritmi di lavoro e attività pensate per mettere in rete famiglie, scuole e realtà associative.

La dimensione comunitaria del progetto è l’elemento che rende la storia interessante anche fuori dal perimetro dell’edificio. In molte aree urbane la carenza di servizi per l’infanzia pesa sulle scelte lavorative delle famiglie; qui la strategia è opposta: creare risposte che permettano di restare nel territorio, senza delegare tutto agli spostamenti verso il centro. Questo approccio, praticato dalle cooperative sociali, si misura sui tempi lunghi ma produce ricadute visibili sulla qualità del vivere quotidiano.

Resta da vedere come il modello sarà sostenuto nel tempo: la sostenibilità economica delle attività, la possibilità di allargare l’offerta e le sinergie con istituzioni locali sono i prossimi passi. Per ora, però, la scena è chiara e semplice: un asilo riaperto non è solo un servizio in più, è un segnale di fiducia nella capacità del quartiere di rigenerarsi, grazie a un progetto che mette al centro i bambini e chi se ne prende cura.

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