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Sarno: seduta straordinaria del Consiglio regionale l’1 ottobre per fare il punto sul piano da 407 milioni

Sarno: seduta straordinaria del Consiglio regionale l’1 ottobre per fare il punto sul piano da 407 milioni

Sarno, la resa dei conti arriva in aula: Consiglio regionale convocato per l’1 ottobre su risanamento e sicurezza

Napoli – Il fiume Sarno torna al centro del dibattito pubblico in Campania: il Consiglio regionale della regione si riunirà in seduta straordinaria il prossimo 1 ottobre per analizzare lo stato di avanzamento del piano di risanamento e di messa in sicurezza del bacino. L’appuntamento è stato formalizzato per una fascia oraria che va dalle 11:30 alle 16:00 e nasce dalla pressione politica delle forze di opposizione, che chiedono chiarezza sui tempi e sull’efficacia degli interventi.

All’ordine del giorno figura un tema articolato: analisi dello stato attuale del risanamento, monitoraggio degli interventi già realizzati e proposte strategiche per accelerare il processo. L’iniziativa arriva in un contesto in cui il Sarno, attraversando 49 comuni tra Napoli, Salerno e Avellino, continua a rappresentare una ferita aperta dal punto di vista ambientale e idraulico. Le criticità legate agli scarichi civili e industriali, unite al rischio di esondazioni, hanno interessato in modo particolare l’area vesuviana e l’Agro Nocerino-Sarnese.

Stando alle richieste avanzate dall’opposizione e dai sindaci dell’area, è necessaria una verifica puntuale delle risorse e dei tempi di realizzazione, anche per evitare che il piano resti bloccato nelle maglie della burocrazia. Tra i capitoli più sensibili della discussione c’è la ripartizione dei finanziamenti e la tabella di marcia delle opere, con particolare attenzione agli effetti concreti per la popolazione e per i territori interessati.

Il quadro tecnico-finanziario che discuterà la plenaria ruota attorno al piano da 407 milioni di euro, strutturato in sette lotti nell’ambito di un programma di riqualificazione e sicurezza idraulica. L’obiettivo è ambizioso: entro il 2032 aumentare la capacità di stoccaggio del bacino di circa 5 milioni di metri cubi e garantire una gestione delle piene più sicura per i centri abitati interessati. Da una parte si guarda ai dragaggi dell’alveo e al potenziamento della portata a foce fino a 120 metri cubi al secondo, dall’altra si lavora sulle vasche di laminazione vesuviane, interventi mirati ai comuni dell’area interessata (tra cui Scafati, Pompei, Striano, Boscoreale, Poggiomarino e Terzigno) per contenere le esondazioni.

Nel dettaglio, i monitoraggi previsti riguardano anche la rete fognaria e depurativa, con l’azione coordinata tra Regione, Gori e l’Ente Idrico Campano (EIC). Sono compresi i lavori di adeguamento sui depuratori di Angri e Foce Sarno, finalizzati a completare il disinquinamento e a migliorare la qualità delle acque in uscita dall’asta fluviale. Non mancheranno misure di natura infrastrutturale complementare: barriere galleggianti per intercettare i rifiuti prima dell’ingresso in mare e interventi di ripristino della funzionalità idraulica dei vari tratti del corso d’acqua.

La seduta di ottobre, per i rappresentanti della Regione, rappresenta una tappa cruciale di verifica e accountability: da un lato l’amministrazione illustrerà il cronoprogramma delle aggiudicazioni e l’impatto delle opere in chiave di resilienza climatica (DNSH); dall’altro le forze di opposizione e i rappresentanti territoriali chiederanno tempi certi, trasparenza e correttivi concreti per evitare che il piano resti ancorato a promesse non realizzate.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la riunione in consiglio arriva in un momento in cui la situazione del Sarno richiede risposte immediate e verificabili: l’esito della sessione potrebbe definire non solo le scelte di finanziamento, ma anche il grado di tutela di residenti e imprese che convivono quotidianamente con le criticità idrauliche e ambientali del fiume. Resta da capire quali passi operativi si concretizzeranno nei prossimi mesi e quali garanzie saranno messe in campo affinché il percorso di risanamento non venga più ostacolato da ritardi o incompiutezze.

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