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Cronaca

Riesame per i genitori della 14enne: il tribunale valuta la revoca del braccialetto elettronico

Riesame per i genitori della 14enne: il tribunale valuta la revoca del braccialetto elettronico

Tensione e dolore nel processo per l’omicidio di Martina Carbonaro: i genitori chiedono giustizia mentre affrontano misure restrittive

Domani, 14 settembre, il Tribunale del Riesame di Napoli sarà chiamato a esaminare un provvedimento controverso che impone a Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino, genitori di Martina, un divieto di avvicinamento ai familiari di Alessio Tucci, reo confesso dell’omicidio della quattordicenne. Una misura cautelare che ha sollevato forti polemiche e messo in luce la complessità emotiva e giudiziaria di questa triste vicenda.

La vicenda ha avuto inizio il 19 maggio scorso, in occasione dell’apertura del processo per l’omicidio di Martina, uccisa ad Afragola in un contesto che ha già rischiato di sfociare nellaviolenza. L’ingresso di Tucci in aula ha suscitato reazioni veementi da parte della famiglia della vittima, culminate in insulti e minacce, tra cui frasi particolarmente agghiaccianti come “Ti taglio la testa.” Queste tensioni, che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, sono divenute oggetto di denunce formali e hanno portato ad accertamenti autonomi rispetto al processo principale.

La Procura di Napoli Nord, in seguito alle denunce da parte della famiglia Tucci, ha richiesto misure cautelari nei confronti dei genitori di Martina. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il divieto di avvicinamento ai parenti dell’imputato, accompagnato dall’obbligo di indossare un braccialetto elettronico, un provvedimento contestato dalla difesa, che ne ha richiesto la revoca, evidenziando come le reazioni della coppia fossero influenzate dal profondo dolore per la perdita della figlia.

Sergio Pisani, legale dei Carbonaro, ha definito questa misura un’ingiustizia, affermando che la situazione stringe i genitori in una morsa di dolore e impotenza simile a un secondo lutto per la loro figlia. Secondo il legale, le frasi attribuite ai Carbonaro, invece di rappresentare minacce concrete, dovrebbero essere lette come espressioni di un forte stato emotivo.

Il processo principale per l’omicidio di Martina è in corso, e i momenti di testimonianza da parte della madre, che ha rievocato le ultime ore di vita della figlia, rappresentano una fase particolarmente toccante per la famiglia. La madre ha espresso chiaramente l’intenzione di ottenere giustizia, affermando: “L’amore è libertà, non è possesso.”

Ora, con le due vicende giudiziarie che si intrecciano, il Riesame dovrà valutare se confermare o modificare le misure nei confronti dei genitori, mentre il processo per l’omicidio di Martina continua a scuotere la comunità. I genitori, impossibilitati ad avvicinarsi ai familiari dell’uccisore della loro figlia, vivono un paradosso doloroso, in attesa di un esito che possa restituire loro un briciolo di tranquillità e giustizia.

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