Castellammare di Stabia: Una giovane si finge morta per sfuggire all’incubo di uno stupro
In una drammatica vicenda di violenza che ha scosso Castellammare di Stabia, una giovane di 22 anni ha tentato di salvarsi da un’aggressione sessuale fingendosi morta. L’episodio è emerso nelle 20 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip Mariaconcetta Criscuolo nei confronti di Romolo Russo, 26 anni, ritenuto responsabile di reati gravissimi contro la donna.
La giovane, originaria di Sant’Antonio Abate e conosciuta via chat dal suo aguzzino, si trovava in una cantina di corso De Gasperi quando ha subito minacce e violenze inenarrabili. “Tu non vedi dove stai? Questo non è un posto dove portare le ragazze, io stasera ti uccido!” sono solo alcune delle frasi inquietanti pronunciate da Russo durante il sequestro.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima è stata immobilizzata, picchiata e costretta a subire atti sessuali contro la sua volontà. Durante l’aggressione, per cercare di liberarsi, la ragazza ha tentato di graffiare l’aggressore e ha mordicchiato un suo dito, ma questo non ha fermato il 26enne, che ha proseguito con le sevizie.
Il gip ha fornito dettagli agghiaccianti: “A un certo punto, Russo ha afferrato una bottiglia e ha versato dell’acqua nella bocca della vittima, mentre questa era a terra, provocandole una sensazione di soffocamento.” L’uomo le ha bloccato la testa tra le sue gambe, costringendola a emettere suoni di soffocamento e ingaggiando una brutale concatenazione di atti violenti.
La situazione ha portato le autorità a intervenire prontamente, ma il trauma subito dalla vittima è incommensurabile. Mentre le indagini continuano, le forze dell’ordine stanno facendo luce sugli eventi, con l’obiettivo di garantire giustizia e sicurezza a chi ha vissuto un incubo.
Questa vicenda riporta l’attenzione sulla delicata questione della violenza di genere, evidenziando la necessità di sensibilizzazione e protezione per le potenziali vittime. Le comunità locali devono unirsi per affrontare tali atrocità e imparare dalle esperienze di vita distrutte da atti così ignobili.
