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Cronaca

Castellammare di Stabia: la testimonianza della vittima racconta l’incubo in cantina e la pressione a tacere

Castellammare di Stabia: la testimonianza della vittima racconta l’incubo in cantina e la pressione a tacere

Castellammare di Stabia – Una notte d’incubo raccontata dalla vittima ha spinto all’arresto Romolo Russo, 26 anni, per sequestro di persona e stupro. L’episodio sarebbe avvenuto in una cantina di via De Gasperi, dove una giovane donna di 22 anni sarebbe stata trattenuta contro la sua volontà e vittima di violenze sessuali, secondo quanto riferito agli inquirenti.

La ricostruzione della ragazza, presentata ai carabinieri nei giorni successivi, dipinge una scena di paura e coercizione: la vittima avrebbe cercato di uscire dalla cantina, ma l’uomo l’avrebbe costretta a rimanere, spiegando che tutto ciò che era accaduto doveva rimanere segreto. “La gente non deve sapere i fatti nostri”, avrebbe ripetuto il presunto aggressore, insinuando che mantenere il silenzio fosse l’unico modo per evitare conseguenze. Secondo quanto riportato, Russo avrebbe confidato alla giovane di non volere che qualcuno sapesse della loro conoscenza, alimentando l’illusione di poter mantenere il controllo sull’intera situazione.

Durante la notte, la dinamica descritta dalla vittima include atti di violenza sessuale reiterata e tentativi di soffocamento, con l’impegno a tenere la situazione nel nascosto. Alla mezzanotte circa, la donna ha riferito che il ragazzo avrebbe spostato un termosifone per chiudere la porta e, a quel punto, l’avrebbe fatta uscire. Prima di lasciare la cantina, Russo avrebbe chiesto alla ragazza di giurare di non raccontare a nessuno quanto era successo. “Mi recavo subito nella mia macchina… sotto shock per tutto quello che era successo”, avrebbe aggiunto la giovane nel racconto agli investigatori.

Il racconto è stato confermato dall’esame dei primi accertamenti e ha portato al ricorso del PM per una misura cautelare, che è stata eseguita nella giornata odierna: Russo è stato accompagnato in carcere. L’intera vicenda è stata accompagnata dall’attenzione delle autorità sanitarie e sociali: la giovane si è rivolta al 1522, il numero nazionale antiviolenza, chiedendo supporto, e poi è stata accompagnata all’ospedale San Leonardo di Castellammare, dove è stata visata e dove sono state riscontrate escoriazioni, cervicalgia e segni di agitazione e stato di shock. Dopo aver ricevuto assistenza, la vittima ha deciso di denunciare l’accaduto ai carabinieri, con l’appoggio del centro antiviolenza locale.

Nell’ordinanza cautelare, il gip Mariaconcetta Criscuolo descrive l’indagato con toni severi: “ha indubbiamente una personalità negativa e altamente pericolosa” e sottolinea la gravità della condotta, evidenziando la “nonchalance” con cui si sarebbe avvalso di una conoscenza sui social per attirare la vittima in un incontro, per poi imporre i propri interessi sessuali. L’ordinanza evidenzia anche che Russo non avrebbe esitato a proseguire la violenza né a frenare la vittima, anche quando questa cercava di divincolarsi, fino a un comportamento che la centrava su una dinamica perversa.

L’indagine, coordinata dall’autorità giudiziaria, resta in fase di accertamento e gli elementi finora raccolti hanno trovato conferma nelle testimonianze della vittima e nelle verifiche degli investigatori. La 22enne, agli occhi della Procura, appare come la persona offesa e non come condotta o complice di alcun reato. Nel frattempo, il quadro probatorio si arricchisce di dettagli su come la vicenda si sia sviluppata in una chiave di paura realizzata in un luogo privato, lontano dagli occhi della comunità.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la ricostruzione contiene anche riferimenti ai particolari personali dell’indagato che avrebbero contribuito a delineare la portata della vicenda: tra i segni distintivi, tatuaggi ispirati a Joker e a Thomas Shelby e riferimenti visivi alla Juventus, elementi che, secondo i rilievi, avrebbero accompagnato il comportamento dell’uomo nei giorni precedenti. La vittima, nel frattempo, resta sotto protezione e l’indagine prosegue per chiarire ogni dettaglio e verificare eventuali ulteriori elementi utili all’accertamento della dinamica e delle responsabilità.

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