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Capodichino a Napoli: 250 milioni per un terminal intercontinentale e una viabilità più verde

Capodichino a Napoli: 250 milioni per un terminal intercontinentale e una viabilità più verde

Capodichino verso un aeroporto intercontinentale: Napoli punta sulla rigenerazione urbana e sull’innovazione infrastrutturale

Napoli si avvia a una trasformazione di ampio respiro: Capodichino non è più solo un’operatrice di transito, ma un nodo urbano capace di sorreggere un sistema aeroportuale integrato nel tessuto cittadino. Il Masterplan, approvato dall’Enac, prevede investimenti oltre i 250 milioni di euro entro il 2035, con una quota significativa proveniente dal capitale privato, e l’acquisizione di circa 170 mila metri quadrati di nuove aree. L’obiettivo è chiaro: rendere lo scalo partenopeo un city airport intercontinentale all’avanguardia, capace di coniugare efficienza operativa, accessibilità e sostenibilità ambientale.

Il cuore del progetto è la costruzione di un nuovo terminal dedicato ai voli extra Schengen, di circa 15 mila metri quadrati, affiancato da nuove piazzole di sosta per aeromobili e da un’area cargo-logistica potenziata. A questo si aggiunge un airport hotel che servirà sia i passeggeri in transito sia coloro che arrivano in città per motivi di lavoro o turismo. In questa cornice si inseriscono investimenti mirati alla sostenibilità, con oltre 13 milioni di euro destinati a progetti ambientali, tra cui l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il Masterplan ambisce a una crescita sostenuta del traffico fino a 17,3 milioni di passeggeri all’anno entro il 2035, senza aumentare la capacità oraria dello scalo. La strategia per raggiungere questo traguardo si fonda su tre leve: aerei di maggiori dimensioni, tassi di riempimento più alti e una programmazione oraria ottimizzata che ridisegni i picchi di traffico distribuendoli in fasce meno intense. In altre parole, non si punta a fare “più voli” in frontale, ma a rendere il sistema più efficiente e capace di assorbire flussi crescenti.

La visione va oltre l’aerostazione: è una ripensata completa della viabilità cittadina, con un anello di scorrimento e una seconda uscita su viale Umberto Maddalena pensati per alleggerire il traffico in zona. L’interramento di Maddalena, inoltre, libererà spazi oggi occupati dalle auto per restituirli alla città: parchi, piazze pubbliche e percorsi ciclopedonali che collegheranno quartiere, metropolitana e aeroporto in modo più fluido e sostenibile.

Il cronoprogramma è strutturato in due grandi fasi. Entro il 2029 si concentreranno interventi di consolidamento e ammodernamento delle strutture esistenti: pista, raccordi e piazzali verranno riallineati, con un primo restyling della viabilità già entro marzo 2027 per agevolare le attività legate alle regate dell’America’s Cup. Entro il 2035 sarà completato l’insieme delle opere strategiche: l’ingresso in funzione del terminal intercontinentale, l’area cargo, l’hotel e la nuova viabilità definitiva, con la città che ne raccoglie i benefici diretti.

Le reazioni istituzionali non hanno tardato ad arrivare. La Regione Campania considera il Masterplan come un’occasione di rilancio non solo per lo scalo, ma anche per la rigenerazione del quartiere e dell’intero tessuto urbano napoletano. Il sindaco di Napoli sottolinea come interventi di ammodernamento siano necessari per dotare la città di uno scalo all’altezza della sua dimensione internazionale. Infine, i vertici di Enac evidenziano Capodichino come uno dei principali hub d’accesso al Mediterraneo, inserito in una strategia di sviluppo sostenibile legata al Piano Nazionale degli Aeroporti, riconoscendo al contempo la capacità della gestione e della collaborazione tra ente nazionale e gestore di offrire servizi di qualità nel rispetto dell’ambiente.

Questo progetto, lungamente condiviso tra Regione, Comune e Autorità aeronautiche, va interpretato come una rinascita urbanistica oltre che un upgrade infrastrutturale: un collegamento più efficiente tra aria e terra, una riqualificazione del tessuto urbano circostante e una prospettiva di crescita che non mira a espandere la sola capacità oraria, ma a esaltare la funzione internazionale di Napoli nel Mediterraneo.

In definitiva, l’aeroporto di Capodichino è chiamato a diventare non solo un punto di transito, ma un tratto vitale della città, capace di accompagnare Napoli verso una mobilità più moderna, sostenibile e integrata. L’esito delle prossime fasi definirà se la promessa di un city airport intercontinentale diventerà una realtà tangibile nel quartiere, nella metropolitana e nell’intera comunità napoletana.

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