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Mensa a Castellammare, l’appalto tra favori e legami con i clan: la denuncia dei cittadini

Di Redazione2 Agosto 2026 - 08:4926 secondi fa 3 min di lettura
Mensa a Castellammare, l’appalto tra favori e legami con i clan: la denuncia dei cittadini

A Castellammare di Stabia, i cittadini si trovano ancora una volta a fare i conti con un sistema di malaffare che riscrive le regole degli appalti pubblici. Un’indagine recente ha rivelato come l’appalto milionari per la mensa scolastica sia diventato un vero e proprio “centro per l’impiego” per i familiari di noti esponenti della camorra. Questo inquietante scenario segna una continuità con il passato e accende i riflettori sulla necessità di un ripensamento profondo nella gestione delle risorse pubbliche.

Nell’amministrazione dell’ex sindaco Luigi Vicinanza – la cui giunta è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche – la spesa per la refezione scolastica è diventata, come documentato da www.cronachedellacampania.it, un bacino assistenziale per clan criminali. Un contratto da 9.135.000 euro affidato alla G.L.M. Ristorazione s.r.l. è l’emblema di questa situazione, un appalto che rischia di ripetere gli errori del passato.

La G.L.M. non è solo un nome. È il risultato di una rete complessa, nella quale le figure formali celano legami inquietanti con la malavita. La società, fondata su un passato di illegalità e sfruttamento, ha visto l’amministrazione passare da padre a figlie, in un gioco di facciata concepito per eludere il controllo delle autorità. Al centro di questo gioco c’è Ferdinando Parmentola, padrone occulto dell’azienda e condannato per estorsioni ai danni dei propri lavoratori, che ora continua a influenzare l’attività da dietro le quinte.

La situazione si complica ulteriormente con l’emergere di collegamenti tra gli assunti della G.L.M. e i clan di Castellammare e Torre Annunziata. Come rivelato dagli ispettori della Prefettura, la lista dei dipendenti appare più come un elenco di “sostegni” per le famiglie di camorristi piuttosto che una vera e propria pianta organica. “Serve più attenzione”, è il pensiero che circola tra molti residenti, che vedono nel malaffare una violazione diretta della loro dignità e del diritto a una vita migliore.

Ciò che accade nell’ombra ha gravi ripercussioni sulla vita di chi vive e lavora in questa città. Non solo il rischio di infiltrazione mafiosa resta, ma anche il problema della qualità dei servizi offerti. Sono i bambini delle scuole a pagare il prezzo più alto di questo sistema di corruzione, privati di un servizio fondamentale a causa di scelte amministrative discutibili. “Non si può andare avanti così”, ripetono alcuni cittadini, chiesti di un intervento deciso e reale.

La Commissione d’Accesso ha sottolineato l’insufficienza dei controlli da parte della pubblica amministrazione, evidenziando come l’adagio di collaborare con ditte locali si sia trasformato in un modo per garantire appalti a chi non ha scrupoli. “La città merita risposte”, è una richiesta urgente da parte della comunità, che si chiede come sia possibile tollerare che simili situazioni si ripetano.

A Napoli, a Castellammare, il tema della sicurezza e dell’integrità nella gestione pubblica è più che mai attuale. La città osserva e aspetta segnali concreti da parte delle istituzioni, mentre il dibattito su responsabilità e futuro rimane aperto. Cosa accadrà ora? Resta una certezza: i cittadini, forti del loro spirito comunitario, chiedono attenzione e giustizia. Non sono solo numeri su un bilancio, ma il futuro di una intera generazione in gioco.