Incendio al Teatro Sannazaro: il Dolore dei Gestori e il Futuro Incerto
Napoli – Il Teatro Sannazaro, storico spazio culturale situato in via Chiaia, è stato devastato da un incendio, lasciando un segno profondo nei suoi gestori, Sasà Vanorio e Lara Sansone. In un toccante post, i due hanno condiviso un bilancio non solo economico, ma anche emotivo, sottolineando come il teatro rappresenti un patrimonio collettivo per la città.
Vanorio ha voluto chiarire la posizione della struttura in risposta a incertezze e voci circolate nelle ore successive al sinistro. «Non siamo i proprietari ma i gestori. Il teatro possiede tutte le regolari licenze di agibilità e il certificato di prevenzione incendi», ha affermato. Ha smentito rumors riguardo malfunzionamenti nei sistemi di sicurezza, sottolineando che l’impianto antincendio era attivo e che il disastro non è attribuibile a inefficienze da parte della gestione. Ha spiegato che le poltrone non erano collocate in sala come parte di una scelta artistica legata all’evento in scena.
La storia del Sannazaro è intrinsecamente legata a un processo di rinascita urbana. Fondata nel 1969 da Luisa Conte e Nino Veglia, la struttura era diventata un cinema a luci rosse, in una condizione di totale degrado. Grazie a sacrifici economici e a un prestito del Banco di Napoli, i due ne hanno ridato nuova vita, trasformandolo nella “bomboniera di Chiaia”.
Tuttavia, il vero danno è quello che non può essere misurato in termini monetari. L’incendio ha consumato un archivio storico di inestimabile valore: costumi, copioni autografi e locandine originali risalenti alla fine dell’Ottocento. Vanorio ha descritto il dolore per la perdita del Café-Chantant, un punto di riferimento culturale, insieme ai ricordi di infanzia di Sansone e l’educazione del loro figlio Christopher.
Attualmente, le indagini per accertare le cause dell’incendio sono in corso, mentre si stanno effettuando rilievi tecnici per valutare l’impatto sui vicini. La situazione ha creato un forte impatto psicologico, interrompendo all’improvviso l’attività di numerosi artisti ed operatori del settore.
«Ho bisogno di sapere se ho fallito come custode, se è dipeso da noi», ha concluso Vanorio, esprimendo la necessità di comprendere il significato di un dolore che continua a crescere. Un desiderio condiviso dalla comunità, che spera in un rapido ritorno alla normalità e nella riapertura di un luogo di cultura fondamentale per Napoli.
Le autorità competenti, tra cui la Protezione Civile e i Carabinieri, proseguono nelle indagini per chiarire ogni aspetto dell’accaduto.