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Santa Maria Capua Vetere, medici in protesta: «Situazione insostenibile per tagli e carenze»

Di Redazione16 Luglio 2026 - 19:4744 secondi fa 3 min di lettura
Santa Maria Capua Vetere, medici in protesta: «Situazione insostenibile per tagli e carenze»

SANTA MARIA CAPUA VETERE – C’è un grido disperato che si alza tra le mura del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Medici, infermieri e operatori sanitari, esasperati dalla crescente insostenibilità delle loro condizioni di lavoro, hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione. Sabato scorso si sono dati appuntamento di fronte alla Prefettura di Caserta, chiedendo a gran voce un cambiamento che possa riportare un briciolo di sicurezza e dignità all’interno dell’istituto penitenziario.

Come spiegano le organizzazioni sindacali, tra cui FP Cgil e Cisl, la situazione sanitaria nel carcere è al collasso. È urgente garantire non solo la salute dei detenuti, ma anche quella degli operatori che, quotidianamente, si trovano a lavorare in un contesto di emergenza costante. “È una richiesta chiara e non più procrastinabile,” dicono i sindacati, sottolineando la gravità della questione.

Il clima, già teso, si è fatto incandescente durante un incontro istituzionale al quale hanno partecipato il segretario della FP Cgil con delega alla sanità, Ciro Vettone, e i rappresentanti locali della Cisl. Al centro del dibattito è emerso il drammatico deficit di coordinamento tra l’Amministrazione Penitenziaria e l’ASL di Caserta, una mancanza che, segnala Vettone, si traduce in un isolamento degli operatori sanitari, costretti a lavorare senza procedure condivise e in un caos che mina quotidianamente la loro operatività.

“Gli operatori sanitari sono lasciati soli,” denuncia il sindacalista. “Serve un confronto stabile tra le istituzioni, senza il quale non è possibile adottare protocolli operativi vincolanti.” Protocolli, aggiunge, che possano tutelare da un lato il diritto alla salute dei detenuti e, dall’altro, la sicurezza dei lavoratori.

Le criticità non si fermano qui. La difficoltà di reperire personale sanitari è palpabile. I sindacati segnalano che molti medici e infermieri rifiutano di prendere in carico incarichi nel carcere, aumentando così un carico di lavoro insostenibile per chi rimane. “La carenza di agenti della polizia penitenziaria peggiora ulteriormente la situazione,” spiega uno dei delegati sindacali, evidenziando così un circolo vizioso che rischia di sfociare in un disastro.

Questa situazione di emergenza continua non solo accresce il rischio di aggressioni nei confronti degli operatori, ma espone anche i detenuti a un’assistenza sanitaria di qualità sempre più scadente. “Il rischio di errori è molto alto,” avverte Vettone, “e i cittadini devono essere a conoscenza che chi lavora qui è costretto a operare in un contesto di stress elevato.”

La risposta alle richieste dei professionisti e dei cittadini non si fa attendere: i sindacati annunciano che la mobilitazione proseguirà fino a quando non arriveranno risposte concrete. La città, e in particolare i residenti della provincia di Caserta, sono chiamati a seguire con attenzione questa vicenda che non è solo una questione interna al carcere, ma un tema che tocca direttamente la salute e la sicurezza di tutti.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: fino a quando si potrà assistere a un tale scollamento tra istituzioni in una questione così vitale? I cittadini, sicuramente, meritano risposte chiare e tempestive. C’è bisogno di un serio confronto, ora più che mai, affinché non siano più i cittadini a dover pagare il conto dell’inefficienza e della disattenzione.