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Caldo torrido a Napoli: 57mila lavoratori in allerta per le ondate di calore

Di Redazione15 Luglio 2026 - 19:3444 secondi fa 3 min di lettura
Caldo torrido a Napoli: 57mila lavoratori in allerta per le ondate di calore

Le ondate di calore stanno diventando una vera emergenza per la provincia di Napoli e i suoi abitanti. Quasi 57.000 lavoratori al giorno sono potenzialmente esposti a rischi climatici estremi, e la situazione non accenna a migliorare. A rivelarlo è un recente rapporto di Greenpeace Italia, in collaborazione con la Cgil, che mette in luce come il numero delle giornate con allerta caldo nell’area metropolitana sia aumentato in modo significativo, da 34 a 50 giornate per estate negli ultimi cinque anni.

Il documento, che si focalizza su Napoli, Roma e Milano, descrive un incremento del 47% delle giornate a rischio elevato. Una preoccupante realtà che colpisce i settori più vulnerabili: le costruzioni, i trasporti e i servizi di manutenzione, con ben 28.000, 17.000 e 8.000 lavoratori coinvolti rispettivamente. Queste cifre accendono un faro sull’urgenza di misure concrete, non solo per alleviare la sofferenza di chi lavora all’aperto, ma anche per garantire la sicurezza e la salute di migliaia di famiglie napoletane.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, ha sottolineato come sia ormai insostenibile la situazione in cui si trovano i lavoratori: “Nonostante l’ordinanza della Regione Campania che vieta il lavoro all’aperto nelle ore più calde, continuiamo a registrare decessi legati a malori causati dalle temperature elevate”. Un grido di allerta che rimbalza tra le strade di Napoli, dove molte imprese sembrano non tenere in conto la salute dei propri dipendenti.

L’ordinanza regionale si propone di proteggere i lavoratori vietando attività all’aperto tra le 12:30 e le 16:30 nei giorni di elevato rischio, ma le dichiarazioni di Ricci indicano che l’applicazione di queste norme resta insufficiente. “Il nostro appello è semplice e diretto: le aziende devono rispettare non solo le ordinanze, ma anche la vita di chi lavora in condizioni estreme”, ha aggiunto, non nascondendo la frustrazione di un settore così cruciale per l’economia locale.

A livello nazionale, il report stima che circa 670.000 lavoratori sono esposti ogni giorno ai rischi del caldo, con punte che possono toccare il milione e mezzo. Numeri che fanno riflettere, mettendo in luce una crisi climatica che non è solo ambientale, ma anche sociale ed economica.

Alla fine del report, Greenpeace e Cgil non si limitano a fotografare la situazione attuale, ma pongono interrogativi cruciali alle istituzioni: abbandonare le fonti fossili entro il 2035, introdurre tassazioni sugli extraprofitti delle industrie del gas e del petrolio, e adottare misure più incisive per proteggere lavoratori e cittadini dagli effetti devastanti della crisi climatica.

Queste richieste non sono solo slogan, ma veri appelli alla responsabilità collettiva. Per chi vive e lavora a Napoli, la domanda è chiara: come possono le istituzioni e le aziende garantire un ambiente di lavoro sicuro e sano nei mesi estivi?

La situazione è allarmante ma non senza soluzione; ora è fondamentale unire le forze per affrontare questa sfida con determinazione. La città di Napoli, i suoi abitanti e i lavoratori meritano risposte e azioni concrete. La salute di migliaia di cittadini è in gioco, e la comunità attende un segnale di cambiamento.