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Abusi edilizi a Vico Equense: sequestrata la «Tenuta L’incanto» da 2 milioni di euro

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In un’azione decisa per la tutela del territorio, la Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha sequestrato la famosa Tenuta L’incanto a Vico Equense, un agriturismo di grande richiamo, ritenuto colpevole di lottizzazione abusiva. Il provvedimento, scaturito da un decreto emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata, riguarda un’area dal valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

L’inchiesta, avviata dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, ha rivelato una serie di gravi irregolarità urbanistiche. Nonostante l’area fosse classificata come zona Ib, permettendo solamente interventi di manutenzione ordinaria su edifici costruiti dopo il 1955, la Tenuta ha visto la realizzazione di oltre 50 abusi edilizi. Tra queste opere, si annoverano sale di ristorazione capaci di accogliere oltre 300 persone, cucine, depositi e strutture varie contrarie alle normative in vigore.

Tali trasformazioni hanno alterato radicalmente la destinazione agricola del fondo, facendolo diventare una struttura commerciale incompatibile con le prescrizioni urbanistiche e i vincoli ambientali, come quelli idrogeologici e forestali. “Serve maggiore controllo su questi interventi che danneggiano il nostro territorio”, affermano preoccupati alcuni residenti, che vedono crescere il carico urbanistico senza i necessari interventi di viabilità e servizi.

Il sequestro preventivo è una misura necessaria per fermare ulteriori danni all’assetto territoriale, e il procedimento penale è in corso, con possibilità di appello da parte degli interessati. Come è noto, i legali potranno presentare ricorso al Tribunale del riesame per contestare il provvedimento.

Il caso della Tenuta L’incanto solleva interrogativi cruciali sulla gestione del territorio e sulla necessità di una vigilanza attenta da parte delle autorità competenti. La comunità chiede infatti che non si ripetano simili episodi, sottolineando come ogni intervento sul territorio debba essere in linea con le normative e rispettare l’identità culturale e paesaggistica della Campania.

La domanda ora è inevitabile: come si muoveranno le istituzioni per garantire che simili abusi non abbiano più cittadinanza sul nostro territorio? La città e i suoi abitanti attendono risposte, perché ogni angolo della Campania racconta storie di bellezza che non devono essere compromesse.