A Napoli, il mare racconta storie antiche e nuove, e adesso si prepara a diventare il palcoscenico di un progetto singolare: Demersa Parthenope, il primo museo subacqueo della città, dove l’arte incontra la leggenda. Un’iniziativa che invita i cittadini a scoprire non solo le bellezze del Golfo, ma anche un pezzo fondamentale dell’anima partenopea.
Nel cuore di questa avventura c’è l’artista Domenico Sepe, il cui talento trasforma bronzo, marmo e metalli in emozioni viventi. Le sue opere sono pronte a immergersi nelle acque napoletane, diventando parte di un racconto che unisce creatività e tradizione. “Non si tratta solo di mettere statue in mare, ma di creare un dialogo tra arte e ambiente, dove ogni onda racconta una storia”, spiega Sepe.
Parthenope, la sirena che secondo il mito ha dato origine a Napoli, torna così nel suo elemento naturale. Un ritorno drammatico e poetico, un invito per tutti a vivere il legame intrinseco tra la città e il suo mare. Le sculture di Sepe diventeranno custodi di una narrazione millenaria, immerse nel blu del Golfo e pronte a rivelarsi come tesori sommersi.
Realizzato in collaborazione con Megaride Cantine Sommerse, il progetto non è solo un contenitore di opere d’arte, ma un’esperienza immersiva. I subacquei potranno esplorare le creazioni in immersioni guidate, ma non solo: anche chi resta in superficie avrà la possibilità di scoprire il museo grazie a sofisticati veicoli subacquei controllati da remoto, che offriranno immagini in tempo reale delle installazioni.
E la magia di Demersa Parthenope non si ferma qui. Sono previsti percorsi virtuali e attività didattiche per scuole e istituzioni culturali, rendendo questa straordinaria realtà sommersa accessibile a tutti. Un’occasione unica per avvicinarsi all’arte e al patrimonio che giace sotto le onde, unendo innovazione e tradizione.
Con questo progetto, Napoli riafferma la sua vocazione a reinventare e celebrare la propria storia. Dalle antiche leggende della sirena Partenope a una nuova forma di arte, il viaggio continua sotto la superficie, guidato dall’arte di Sepe, che ha scelto di far vivere le sue opere non in una galleria, ma nell’immensità del mare.
La domanda che sorge spontanea è: quanti di noi torneranno a scrutare il mare con occhi nuovi, consapevoli di quale straordinario patrimonio si nasconda sotto la superficie? I cittadini stanno già discutendo delle opportunità che questo progetto offre, e le reazioni sono di entusiasmo e curiosità. Napoli, con il suo spirito indomito, continua a sorprenderci e a regalarci storie da raccontare e scoprire, non solo in superficie, ma anche negli abissi.

