Acerra è in allerta: il sindaco Tito D’Errico ha disposto la chiusura di altri sette pozzi a causa della contaminazione delle falde acquifere. Questa decisione, giunta dopo la comunicazione dell’Asl Napoli 2 Nord, segnala valori anomali di tetracloroetilene (PCE) e tricloroetilene (TCE) nelle acque sotterranee, mettendo a rischio la salute di residenti e agricoltori.
Il provvedimento, che vieta l’utilizzo di questi pozzi per qualsiasi scopo, coinvolge anche l’uso domestico e zootecnico. A oggi sono nove i pozzi già chiusi sul territorio acerrano, un numero allarmante che fa crescere l’ansia tra i cittadini. Questa serie di chiusure si inserisce in un ampio studio commissionato dalla Regione Campania, condotto in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli, mirato al monitoraggio della qualità delle acque di falda. L’obiettivo è chiaro: identificare l’estensione della contaminazione e pianificare interventi di bonifica.
Il sindaco D’Errico, comunicando la situazione, ha sottolineato la necessità di un tavolo tecnico permanente. “La partecipazione di istituzioni, esperti e tecnici è fondamentale per elaborare un piano d’azione che garantisca la salute pubblica e chiarisca le dinamiche ambientali emerse dalle analisi”, ha affermato. Inoltre, ha evidenziato che alcune sostanze inquinanti possono degradarsi nel tempo, rendendo indispensabili ulteriori indagini.
Non mancano però le voci di preoccupazione tra i cittadini, alimentate da indiscrezioni sui social riguardo alla presenza di arsenico nelle acque. D’Errico ha rapidamente smentito queste affermazioni, rimarcando che “non esiste alcuna comunicazione ufficiale riguardo la presenza di questa sostanza”. Le voci infondate non fanno altro che aumentare l’incertezza in un momento già delicato.
Il clima di preoccupazione si fa palpabile in città, dove molti si chiedono che cosa comporteranno questi presidi per le loro vite quotidiane. Quella che doveva essere una cornice idilliaca, caratterizzata da paesaggi rurali e agricoltura fiorente, potrebbe trasformarsi in un incubo sanitario se la situazione non sarà gestita con prontezza.
Adesso, mentre gli abitanti attendono risposte concrete, rimane sul tavolo una domanda cruciale: quale sarà il futuro della sicurezza idrica ad Acerra? I cittadini sperano di non dover affrontare ulteriori misure restrittive o emergenze sanitarie, privando il territorio della sua identità e delle sue risorse naturali. La questione è seria e chiara: la salute pubblica non può essere messa in secondo piano e interventi efficaci sono più urgenti che mai.

