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Stabia, crac Terme: l’ex sindaco Bobbio e tre manager a processo per fatture sospette

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La storia delle Terme di Stabia, un simbolo del benessere e della tradizione campana, sta per affrontare un capitolo cruciale. Nella città di Castellammare, il dibattimento è stato ufficialmente aperto contro l’ex sindaco Luigi Bobbio, insieme ad altri tre ex membri del consiglio d’amministrazione della storica azienda. La notizia ha già sollevato molte voci nel quartiere, dove cittadini preoccupati si interrogano su cosa significhi questa vicenda per il futuro della loro comunità e delle sue storiche terme.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata, Riccardo Sena, ha deciso di rinviare a giudizio Bobbio e gli ex amministratori Massimo Cajati, Carlo Trevisan e Francescopaolo Ventriglia, accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, per sette degli indagati, invece, è stato disposto il proscioglimento, segno che non tutte le responsabilità sembrano ricadere sull’intera gestione passata.

Le indagini hanno radici profonde, risalendo al 2015, anno segnato dal fallimento della struttura. Le perdite hanno toccato i 14 milioni di euro, e il fallimento del progetto di concordato preventivo presentato dall’amministratore dell’epoca ha costretto la Procura a scavare a ritroso per comprendere le cause di questa emorragia finanziaria. Gli inquirenti hanno esaminato l’operato delle amministrazioni dal 2008 al 2013, un periodo in cui le segnalazioni di inefficienza si erano accumulate, ma le azioni concrete sembravano latitare.

I cittadini di Castellammare non possono non percepire il peso di questa situazione. “Serve più attenzione”, è il pensiero che circola tra molti residenti, che vedono nelle terme non solo un luogo di svago, ma un patrimonio storico e culturale da tutelare. Il fallimento ha avuto non solo ripercussioni economiche, ma ha lasciato un segno profondo sulla psiche del territorio, che ha visto svanire un simbolo di identità.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, si sono imbattute in un muro contabile: non sono stati approvati i bilanci per gli anni dal 2011 al 2013. L’ex sindaco Bobbio, oggi magistrato a Nocera Inferiore, si trova a dover rispondere dell’accusa di aver mantenuto in vita un’azienda già in crisi, investendo in progetti irrealizzabili e costringendo il capitale sociale oltre il limite legale.

Riflettendo sulla situazione attuale, “Non si può andare avanti così”, ripetono alcuni cittadini. La loro frustrazione è palpabile: un’azienda storica chiusa, debiti enormi e un’intera comunità che aspetta risposte. In questo clima, le responsabilità di chi ha governato e gestito le terme sono sotto l’occhio attento della giustizia, ma l’urgenza di recuperare l’orgoglio territoriale resta alta.

La mappa delle responsabilità, già delineata dall’inchiesta, mostra una serie di avvicendamenti ai vertici, con figure che oggi si trovano su lati opposti della legge. Chi ha davvero responsabilità di gestione procederà ora attraverso un processo che chiarirà il buco milionario che ha spento le storiche terme stabiesi.

La domanda, ora, rimane sul tavolo: cosa può significare per Castellammare l’apertura di questo processo? I cittadini, sempre più attenti e critici verso la gestione del passato, si attendono non solo un chiarimento giuridico, ma una vera e propria rinascita di un simbolo che merita di rivivere. La città aspetta risposte, non soltanto parole. Un episodio di cronaca, ma soprattutto un richiamo alla responsabilità collettiva per il futuro di un patrimonio che appartiene a tutti.